“Per evitare che il problema infrastrutturale limiti lo sviluppo del porto, come Segreteria Provinciale abbiamo da tempo sollecitato i soggetti interessati, sostenendo la necessità di un incremento urgente del trasporto ferroviario ad integrazione del trasporto su gomma. Il Terzo Valico, opera individuata per dare soluzione alle esigenze del territorio per il trasporto di merci e viaggiatori, è ancora in fase di realizzazione, senza scordare che è collegato al capoluogo savonese da una linea ferroviaria costiera già satura – continuano dalla Filt Cgil – La nostra proposta, semplice, a basso costo economico, di notevole impatto in termini di redditività e finalizzata a dare una risposta immediata agli incrementi dei traffici portuali, sta ancora aspettando una risposta: avevamo infatti suggerito anche l’utilizzo della linea ferroviaria Savona-Alessandria, in perfetta efficienza e ampiamente sottoutilizzata, che in poco più di un’ora consentirebbe alle merci di raggiungere lo scalo piemontese e di qui essere indirizzate verso i grossi centri intermodali lombardo-veneti. Lo scenario ferroviario che auspichiamo, che si accompagnerà sempre al trasporto su gomma e al necessario ripristino dell’infrastruttura funiviaria, diventa anche il veicolo per sfruttare le opportunità di banchine remote che la Val Bormida potrebbe offrire a 25 chilometri dal porto: i parchi ferroviari di S. Giuseppe di Cairo e Carcare potrebbero costituire un piccolo retroporto, insieme al Parco Doria di Savona, oggi fortemente ridimensionato rispetto al passato”.

“La mancanza di soluzioni infrastrutturali che rispondano nell’immediato all’incremento dei traffici, potrebbe incidere negativamente sullo sviluppo portuale e occupazionale del territorio, che come Sindacato non possiamo accettare” concludono.




