Quattro artisti genovesi espongono a Peccioli, incoronata negli ultimi anni la piccola capitale italiana dell’arte contemporanea. Il borgo medievale vincitore del concorso “Borgo dei borghi 2024” accoglie nella galleria “MuMu Art” (genovese anche lei) la mostra “Water dreams” visitabile fino al 7 giugno.

“La mostra riunisce 30 acquerelli dalle diverse sensibilità artistiche – dice Raffaella Multedo, curatrice dello spazio espositivo – non c’è la visione stereotipata di opere illustrative o da cartolina bensì dialogano tra loro opere di tutti i generi: astratte, figurative, drammatiche, intimiste, naturali, contemplative”.
I genovesi in mostra sono Pietro Canepa, Lino Di Vinci, Irene Tamagnone, Roberta Buccellati e assieme a loro ci sono altri due artisti attivi a Roma e Milano: Pietro Imbò e Alessandra Bruno.
La mostra è a entrata libera e sarà visitabile fino al 7 giugno, da venerdì a domenica, con orario 10-12 e 16-19 o su appuntamento, telefonando al 338 9821907.
Una galleria genovese
Anche la galleria è un orgoglio genovese: Raffaella Multedo, avvocato di Genova, ha scelto di contribuire al programma culturale di questo pittoresco borgo portando la sua passione per l’arte. “A Peccioli in ogni via si respira la storia e l’arte – racconta ancora Multedo – la galleria MuMu Art ha tagliato il nastro con la mostra ‘Origini’ che ha riscosso molto successo e questo ci ha incoraggiato a proseguire con l’attuale rassegna Water dreams”.
Genova Pra’, l’ANPI contro la violenza sulle donne
In contemporanea con Peccioli, a Genova Pra’, una delle artiste – Irene Tamagnone – mostrerà dal 22 al 24 maggio, alcuni suoi acquerelli appartenenti alla stessa serie visibile in Toscana.
Si tratta di opere che ritraggono sguardi giganti e che celano una denuncia importante. “Questi acquerelli fanno parte del progetto ‘Apnea’ che nasce da una collaborazione con il Centro Antiviolenza Pandora e il Centro Antiviolenza Mascherona – spiega Irene Tamagnone – Alcune delle donne che partecipano ai programmi di sostegno hanno dato il consenso perché i loro occhi venissero ritratti così da mostrare l’angoscia e il dolore che esse portano con sé affinché questo dramma cessi per sempre”.
La mostra a Pra’ è allestita nella Cappellina San Bartolomeo, in piazza Bignami, e osserverà orario 10-12 e 16-19. La due giorni è organizzata dalll’ANPI Pra’ ed è stata voluta fortemente dal suo presidente Silvano Chierotti. Nel pomeriggio del 24 maggio è previsto anche un dialogo sulla violenza di genere tra l’artista e la psicologa Nadia Porfido.
Il progetto in scena a Pra’ vanta una selezione importante, nel 2020 è stato premiato dal Bando Europeo CreArt, portando Irene Tamagnone ad esporre a Skopjie in Macedonia.
Le opere di ‘Water dreams’
Ogni artista a Peccioli racconterà il proprio universo. Ci si può perdere nelle fitte foreste o tra le spume del mare di Lino Di Vinci, in impressioni capaci di scuotere l’anima nel profondo e ricreare quel senso di mistero che affascina e seduce. Mentre con Pietro Canepa tra paesaggi rurali e di mare, si rivivono atmosfere ora serene e luminose ora malinconiche e contemplative.
Vuoi che siano nature morte o paesaggi, Alessandra Bruno si focalizza sulla luce e i movimenti per consegnare opere che definisce “respiri senza tempo”.
Interrogano le sperimentazioni di Dario Imbò, dove le città e i luoghi sono rappresentati in base ad interiorizzazioni frutto del processo di memoria e appaiono come una sorta di radiografie.
E ancora, Roberta Buccellati mostra i risultati di un lavoro alla ricerca della categoria dell’Altro: un innamoramento tra due dimensioni che si incontrano, quella umana e quella archetipica dello spazio infinito.





