La toponomastica cittadina si arricchisce di quattro nuove denominazioni a ricordo di Luigi Matti Altadonna (Municipio V Valpolcevera), Don Giacomo Chiesa (Municipio II Centro Ovest), Santa Caterina Fieschi Adorno e Norma Cossetto (entrambe nel Municipio I Centro Est).
Le ha deliberate oggi la giunta comunale, riunitasi nel Cral Amt di via Ruspoli alla Foce, su proposta dell’assessore ai Servizi Civici Marta Brusoni: «La toponomastica non è soltanto un insieme di nomi e targhe, ma un ponte che collega passato, presente e futuro, raccontando la storia e l’identità di una comunità. Ogni luogo intitolato diventa un segno tangibile di riconoscimento per persone, eventi e valori che hanno lasciato un’impronta indelebile nella nostra città ma non solo. Con queste nuove denominazioni proseguiamo nel nostro impegno a custodire e valorizzare la memoria storica e culturale scegliendo di dedicare nuovi spazi cittadini a figure che si sono distinte per il bene di tutti. Nello specifico – prosegue l’assessore -, i giardini dedicati a Luigi Matti Altadonna ricordano una delle vittime del crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, un trentenne che si era già distinto per il suo impegno nel sociale, anche in situazioni drammatiche come l’alluvione della Valpolcevera, intitolargli quest’area verde significa riconoscere il valore della solidarietà e dell’aiuto al prossimo, principi fondamentali per la nostra comunità; il belvedere intitolato a Don Giacomo Chiesa vuole ricordare il suo instancabile impegno nell’accoglienza e nell’aiuto ai più fragili, testimoniando la dedizione con cui ha servito la comunità come parroco di San Bartolomeo del Fossato; la piazzetta dedicata a Santa Caterina Fieschi Adorno celebra il suo esempio di carità e assistenza agli ammalati presso l’Ospedale Pammatone, un simbolo di altruismo che ancora oggi ispira; infine, la scalinata in memoria di Norma Cossetto vuole tenere viva la tragica storia di questa giovane vittima delle foibe, Medaglia d’Oro al Merito Civile, affinché il suo sacrificio resti nella coscienza collettiva come monito di memoria e giustizia».






