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Coldiretti incontra la Von Der Leyen

Il giorno è quello del via libera definitivo del Consiglio Europeo alla revisione mirata della Pac. Le persone sono Ursula Von Der Leyen, Antonio Tajani, Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, e Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale di Coldiretti. L’occasione discutere le tematiche relative al mondo dell’agricoltura: dalla semplificazione della Pac allo stop all’etichettatura Nutriscore, fino alla salvaguardia della Dieta mediterranea come modello di salute; si parla di principio di reciprocità nelle importazioni, si sottolineano i risultati relativi alla lotta al cibo sintetico, e si evidenzia l’impellente necessità di abolire il codice doganale sull’origine dei cibi.

“Il nostro obiettivo era trasmettere il bisogno di inserire regole specchio valide per tutta l’Europa, nello stesso modo,” commentano Gianluca Boeri e Bruno Rivarossa, presidente di Coldiretti Liguria e Delegato Confederale. “L’incontro con Ursula Von Der Leyen è stato fondamentale per questo: abbiamo ribadito la necessità del comparto agricolo in termini di strategia per il futuro dell’Europa.” Il punto focale è il reddito: sulla Pac è importante diminuire la burocrazia e garantire la prospettiva futura, quella di avere risorse certe legate al reddito economico degli imprenditori, senza che invece ci siano nuove norme gravano sull’attività di carattere agricolo. “La transizione ecologica deve essere accompagnata dalla possibilità economica da parte delle aziende di poterla mettere in campo senza per questo compromettere la propria capacità produttiva,” proseguono.

Il Presidente di Coldiretti si è detto fiducioso che, grazie a questo incontro, il rischio di diffusione del Nutriscore – ossia di un sistema di etichettatura ingannevole e che penalizzerebbe i prodotti del Made in Italy – venga bloccato. Il Nutriscore è infatti voluto e difeso dalle grandi multinazionali, che cercano di condizionare le scelte dei cittadini ingannando e omologando persino un regime alimentario vario e variegato come la dieta mediterranea. “Si tratta di un vero e proprio furto identitario, per questo oggi è stato ribadito che in quanto Coldiretti non lo permetteremo mai,” spiegano Boeri e Rivarossa.

Si è poi parlato della posizione dell’Associazione riguardo la guerra in Ucraina; a tal proposito, la soluzione proposta da Coldiretti è quella di acquistare i loro prodotti agroalimentari, destinandoli al Sud del mondo ed evitando che entrino nel mercato europeo perché questo andrebbe a creare un’instabilità nei prezzi che riguarda gli stessi agricoltori europei. Nel rapporto tra agricoltore e ambiente, invece, si è sottolineato il ruolo del coltivatore come custode di un territorio. “Biodiversità, distintività e qualità è ciò che contraddistingue i nostri prodotti: criminalizzare l’attività agricola, creare un green deal che non operi in sinergia ma contro gli agricoltori, significa cancellare il ruolo di chi invece lavora ogni giorno per preservare il territorio e l’ambiente nel quale tutti noi viviamo”

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