Attualità Genova

Nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Un incontro nel foyer del Carlo Felice per spiegare tutti gli articoli anche al personale del Comune di Genova

Si è svolto questa mattina nel foyer del teatro Carlo Felice il corso di formazione per il personale del Comune di Genova, riguardante il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Tra i numerosi nuovi articoli del codice, illustrati dal segretario generale del Comune di Genova Concetta Orlando, si è discusso del divieto per i dipendenti “di incarichi di collaborazione da parte di privati interessati all’attività di ufficio nei due anni precedenti”; body shaming e linguaggio sessista: “Nessuna discriminazione, né comportamenti o osservazioni verbali sessiste mirate a trasmettere atteggiamenti offensivi di ostilità; nessuna insinuazione, né pressione che si concretizzi in comportamenti inappropriati; nessun apprezzamento sul corpo, offese sulla forma fisica, allusioni alla vita privata sessuale e proposte esplicite di relazioni sessuali”.
Si è discusso anche della dignità di ogni lavoratore: “Nessun dipendente deve porre in essere atti discriminatori o molesti nei confronti degli altri dipendenti o di altri interlocutori con cui entra in contatto durante il proprio lavoro”. “Dovere di collaborare con le altre Amministrazioni, con la massima disponibilità, assicurando lo scambio e la trasmissione delle informazioni e dei dati”.
“Divieto di far uso a fini privati di informazioni di cui dispone per ragione di ufficio”, “divieto di accettare regali” e obbligo a devolverli in beneficenza qualora non abbia fatto in tempo a rifiutarli di persona. Infine una serie di articoli riguardanti la comunicazione, soprattutto quella sui social: “Uso equilibrato dei social network, con la netta distinzione tra le opinioni personali e il ruolo pubblico ricoperto; astensione dai commenti che possano ledere l’immagine dell’Ente o l’onorabilità dei colleghi; nell’utilizzo dei propri account personali, invece, utilizzare ogni forma di cautela affinché le proprie opinioni non siano in alcun modo attribuibili alla pubblica amministrazione di appartenenza”

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