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Giovedì 11 aprile 2024 sciopero generale di Cgil e Uil con iniziative su tutti i territori della Liguria

Giovedì 11 aprile sciopero generale di 4 ore con iniziative su tutti i territori della Liguria: “Zero Morti sul Lavoro, per una giusta riforma fiscale, per un nuovo modello sociale di fare impresa”.

Cgil e Uil hanno proclamato 4 ore di sciopero generale in tutti i settori privati per la giornata di giovedì 11 aprile. Gli obiettivi della mobilitazione nazionale, che saranno declinati anche a livello territoriale, sono: zero morti sul lavoro, una giusta riforma fiscale, un nuovo modello sociale di fare impresa.

Obiettivi e ragioni dello sciopero:

Zero Morti sul Lavoro. Occorre cancellare le leggi che negli anni hanno reso il lavoro precario e frammentato, superare la logica del subappalto a cascata e ripristinare la parità di trattamento economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori di tutti i lavoratori. Rafforzare subito le attività di vigilanza e prevenzione incrementando le assunzioni nell’Ispettorato del Lavoro e nelle Aziende Sanitarie Locali. Mai al lavoro senza un’adeguata formazione e diritto alla formazione continua per tutte le lavoratrici e i lavoratori. Occorre una vera patente a punti per tutte le aziende e tutti i settori che blocchi le attività delle imprese che non rispettano le norme di sicurezza. Diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di eleggere in tutti i luoghi di lavoro i propri rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Obbligo delle imprese ad applicare il CCNL firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative ed al rispetto sulle norme della sicurezza quali condizioni per poter accedere a finanziamenti e incentivi pubblici.

Per una giusta riforma fiscale. La delega che il governo sta applicando invece di combattere l’evasione fiscale e contributiva introduce sanatorie, condoni e concordati. Non tassa gli extraprofitti, favorisce le rendite finanziarie e immobiliari, il lavoro autonomo benestante e le grandi ricchezze. Questa impostazione del governo va contrastata e invertita con: la riduzione della tassazione sul lavoro dipendente ed i pensionati; tassare le rendite e contrastare l’evasione. Occorre così promuovere un fisco progressivo abolendo la flat tax, estendendo la base imponibile dell’IRPEF a tutti i redditi. Indicizzare all’inflazione reale le detrazioni da lavoro e da pensione e detassare gli aumenti contrattuali. Occorre andare a prendere le risorse dove sono per finanziare sanità e istruzione, non autosufficienza, diritti sociali e investimenti pubblici.

Per un nuovo modello sociale di fare impresa. Occorre rimettere al centro delle politiche economiche e sociali del governo e delle imprese il valore del lavoro a partire dal rinnovo del contratti nazionali e da una legge sulla rappresentanza. La centralità della salute della persona, la qualità di un’occupazione stabile e non precaria, una seria riforma delle pensioni, il rilancio degli investimenti pubblici e privati per riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo e puntare alla piena e buona occupazione a partire dal Mezzogiorno.

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