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Coldiretti, sono 3 milioni le persone costrette in Italia a chiedere aiuto per mangiare

Sono 3,1 milioni le persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare facendo ricorso alle mense per i poveri o ai pacchi alimentari. Anche in Liguria si registrano peggioramenti per fame (G1). Nello specifico, aumenta la povertà assoluta a livello di ripartizione Nord-Ovest (pari a 8,5% nel 2022) e la quota di persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali o di umidità (+7,2%); tali livelli rimangono comunque migliori della media italiana.

E’ quanto stimato da Coldiretti sulla base dei dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead) considerando i dati Istat sulla povertà assoluta nel nostro Paese e rispetto al rapporto Asvis 2023. Secondo quest’ultimo per quanto riguarda i cosiddetti “global goals”, infatti, la Liguria si è posta come obiettivo, entro il 2030, di ridurre del 16% il numero di persone a rischio povertà rispetto al 2020.

Nonostante nel Nord l’incidenza di povertà sia più bassa rispetto al resto dello stivale, il valore dell’incidenza di povertà assoluta individuale sta peggiorando. Si stima che le persone povere siano quasi 136mila in più rispetto al 2022. Si può dunque parlare di emergenza?

Assolutamente sì – commentano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa . L’emergenza riguarda tutti, anche perché nel calcolo sono coinvolti anche bambini e anziani, chi siamo stati e chi saremo. Si tratta di spirito collettivo, e un dato del genere non si può ignorare: in questo calcolo rientrano i migranti abbandonati a sé stessi, le persone senza dimora che vivono per strada o in rifugi di emergenza, e coloro che usufruiscono di aiuti quali i pacchi alimentari o forme di sostegno come le strutture caritatevoli“.

Approcci collettivi che non spingano all’esclusione sociale è la via indicata quindi per contrastare la povertà secondo Coldiretti, la quale sottolinea come la povertà non sia “solo un concetto, bensì un fenomeno sociale ben definito, fluido e dilagante, che rischia di trasformarsi in un vero e proprio apartheid sociale”. Dalla povertà, a catena, sempre secondo la confederazione, si innescano una serie di reazioni e conseguenze che spingono le persone ai margini della società, sia dal punto di vista lavorativo, che da quello psicologico e sociale.

Per questo portiamo avanti progetti di sostegno ma anche e soprattutto di coinvolgimento: con Campagna Amica le iniziative dei pacchi alimentari e della spesa sospesa vengono corredate da laboratori e attività che mirino all’inclusione in tutti gli ambiti – continuano Boeri e Rivarossa – Il dato positivo è che anche la solidarietà cresce, e le attività svolte all’interno dei mercati contadini di Campagna Amica ne sono la prova“.

In Liguria circa 53 mila famiglie vivono in stato di povertà, e il tasso è in aumento. “La povertà è alimentare, energetica e sanitaria – concludono Boeri e Rivarossa – per questo dobbiamo iniziare a operare secondo un approccio intersezionale, collaborando con gli enti preposti ai fini di invertire questa tendenza e affrontarla con tutti gli strumenti di cui possiamo predisporre“.

 

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