Attualità Savona

Rigassificatore, nuova protesta a Savona il 24 marzo con un presidio e un corteo

Presidio in Piazza Pertini e corteo che si concluderà in Piazza del Brandale per protestare contro il posizionamento della nave rigassificatrice al largo di Vado Ligure. L’iniziativa è stata organizzata da “Il Comitato Civico #quellidellacatena, il Coordinamento dei Comitati “No Rigassificatore” e tutte le loro sigle, gli amministratori della pagina Facebook “Fermiamo il Mostro”, le altre storiche associazioni savonesi come Uniti per la Salute, le associazioni del commercio locali come Confcommercio e Confesercenti, l’Associazione Piccoli Proprietari, la libreria Ubik chiedono alla cittadinanza di unirsi in un corteo con fiaccolata di protesta con raduno programmato sabato 23 marzo alle 18.00 in Piazza Sandro Pertini a Savona transitando poi per le vie del centro, per raggiungere Piazza Sisto, dove aspetteremo l’imbrunire. Poi dotati di fiaccole attraverso Via Pia, raggiungeremo Piazza del Brandale: lì, il suono della Campanassa, evocativo di unità civica di fronte ad ogni pericolo che incombe sulla città, chiuderà la manifestazione, unendo simbolicamente anche tutti i Comuni interessati dal progetto e che hanno aderito alla manifestazione, in un coeso e ferreo rigetto di qualsivoglia ipotesi progettuale finora avanzata dalla Struttura Commissariale” spiegano i promotori.

“I promotori del progetto FSRU “Alto Tirreno” devono essere ben consapevoli che i savonesi non intendono barattare: – il proprio futuro economico, a forte matrice turistica – il proprio mare e territorio, tanto pregiati a livello ambientale, quanto fragili come ecosistemi – la propria incolumità di fronte ad un nuovo impianto ad alto rischio d’incidente rilevante, che nelle sempre più frequenti ed estreme condizioni meteomarine avverse o in caso di tensioni geopolitiche costituirebbe facile bersaglio per attacchi terroristici dalle conseguenze devastanti”.

“Tutto ciò Savona non lo accetterà mai, a nessuna condizione. Savona e nessuno dei Comuni direttamente interessati dal progetto, è più disposto a svendere la nostra costa ricca di Bandiere Blu, e il nostro entroterra rigoglioso a chi vuole trasformarli in luoghi per nuovi insediamenti industriali e relative servitù. L’intera provincia savonese ne è già satura e con estrema fatica è riuscita a trovare un proprio equilibrio, conciliando industria e turismo, quest’ultimo in netta crescita e in forte miglioramento qualitativo e occupazionale”, concludono gli organizzatori.

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