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La Spezia, consegnato il progetto esecutivo del nuovo ospedale del Felettino: entro la Primavera l’inizio del lavori

Il progetto del nuovo ospedale Felettino della Spezia entra nel vivo, intanto sul fronte della prevenzione grazie a ‘Prenoto Prevengo’ sono triplicate le richieste per lo screening mentre per l’Hpv-papilloma virus parte il progetto ‘Immunige’ che prevede la collaborazione tra Regione Liguria, Università, Alisa e le ASL. Di tutto questo si è parlato nel punto stampa Sanità di oggi con l’appello del professor Matteo Bassetti a verificare la propria copertura vaccinale per il morbillo considerata la ripresa di casi in tutto il mondo.

“Alla fine della settimana scorsa – ha esordito il presidente Giovanni Toti – è stato presentato dalla ditta che costruirà l’ospedale il progetto esecutivo del nuovo Felettino della Spezia. Ora quindi entriamo nella fase conclusiva dell’iter previsto dalla gara d’appalto integrata. Il prossimo step, già in corso, è la validazione entro 60 giorni del progetto da parte dell’advisor indipendente che in questo caso è la società Rina di Genova. Trattandosi di un progetto seguito da Rina fin dall’inizio ritengo si possano anche immaginare tempi inferiori ai 60 giorni. Una volta validato il progetto, da quel momento sarà consegnata l’area di cantiere e potrà cominciare la costruzione dell’ospedale, che durerà circa tre anni nelle sue opere murarie”.

Sul fronte della prevenzione, intanto, si registra un primo importante risultato per la campagna per prevenire il tumore del colon retto attivata nel territorio della Asl 3 Genovese, anche grazie alla piattaforma ‘Prenoto Prevengo’ di Liguria Digitale: fra il 19 dicembre e il 19 febbraio, infatti, sono stati già 6.553 i kit ritirati nelle farmacie o presso gli sportelli di Asl, un dato triplo rispetto a quello registrato negli stessi due mesi durante la campagna dello scorso anno. Anche il numero dei campioni riconsegnati per partecipare allo screening è cresciuto in misura analoga, arrivando al momento a quota 5.816 (la campagna nel frattempo sta proseguendo). A fronte di 11.862 lettere inviate, quindi, più del 55% degli interessati ha ritirato il kit e oltre il 49% ha effettivamente aderito alla campagna di prevenzione, riconsegnando il campione per le analisi. Nella campagna dello scorso anno, entrambi questi valori si attestarono sul 20%, a fronte anche allora di più di 11mila lettere inviate. Il progetto è una delle azioni sul tema della prevenzione messe in campo da Regione Liguria e Alisa, presentate nel punto stampa sanità di questa settimana.

“Stiamo lavorando su più fronti: – sottolinea l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – ‘Prenoto Prevengo’ e la prevenzione del tumore al colon sono partiti nel territorio della ASL3 e puntiamo di estenderlo, sempre insieme a Liguria Digitale e Federfarma, in tutto il territorio ligure. Per quanto riguarda il tumore del colon e per quello della mammella, nel piano regionale di prevenzione vaccinale predisposto da Alisa, è entrata in vigore da quest’anno l’estensione dell’offerta gratuita da parte del Servizio Sanitario regionale dai 50 fino ai 74 anni di età (lo scorso anno era previsto fino ai 69 anni). L’obiettivo è incrementare le adesioni alle campagne di screening e a quelle vaccinali in maniera continua, ben sapendo che prevenire il più possibile le malattie è il modo più efficace per assicurare la salute dei cittadini. Investendo nella digitalizzazione, tutto questo diventa più facile, come dimostrano i primi risultati di ‘Prenoto prevengo’”.

“Il segreto della costante crescita delle adesioni – afferma l’Amministratore Unico di Liguria Digitale Enrico Castanini – è che i cittadini si sono resi conto di quanto la partecipazione agli screening sia diventata semplice e veloce grazie alle nuove procedure di ritiro e riconsegna delle provette in qualunque farmacia e alle funzionalità contenute nella app e sul sito. Vantaggi non solo riservati a coloro che utilizzano gli strumenti informatici, ma a tutti. Basti pensare che prima, sommando gli orari di apertura di tutti gli sportelli presenti sul territorio di Asl 3, il cittadino aveva a disposizione 62 ore alla settimana per consegnare le provette da analizzare. Oggi, grazie alla possibilità aggiuntiva di ritirare e riconsegnare in qualunque farmacia, siamo saliti a 7.500 ore a settimana: 120 volte in più. Insomma, oggi prendere parte a questa importante campagna di prevenzione richiede uno sforzo davvero minimo, anche per i più impegnati. Possiamo dire di aver ribaltato il paradigma: non è più il cittadino a doversi avvicinare alla prevenzione ma è la prevenzione finalmente ad arrivare al cittadino. Partito nel periodo natalizio con l’avvio della campagna sperimentale in Asl 3 Genovese per la prevenzione del tumore del colon retto, il nuovo sistema sviluppato da Liguria Digitale punta a ridurre al minimo tempi e spostamenti per il ritiro dei kit e per la riconsegna degli stessi per la partecipazione allo screening, grazie alla possibilità di effettuare queste operazioni anche in qualunque farmacia, oltre che presso gli sportelli Asl. In aggiunta a questo, poi, scaricando la app “Prenoto Prevengo” o collegandosi al sito, il cittadino può anche richiedere la spedizione a casa del kit e può ricevere la notifica dell’esito negativo del test direttamente sul proprio smartphone, in tempo reale”.

Ed ecco la nuova iniziativa ‘Immunige’ che nasce dalla collaborazione tra Regione Liguria, Alisa, Asl e Università di Genova. “I numeri ci dicono che sono più di 330mila i pazienti con patologie croniche in Liguria. – aggiunge il Direttore Generale di Alisa Filippo Ansaldi – Questi dati ci dicono che dobbiamo puntare sempre di più sulla prevenzione che rappresenta il modo migliore per garantire la salute della popolazione, ma è anche un investimento per la sostenibilità del sistema. In quest’ottica, le vaccinazioni rivestono un ruolo fondamentale. A questo proposito, per quanto concerne il papilloma virus, la Liguria garantisce un’offerta aggiuntiva rispetto a quanto previsto dal piano nazionale di prevenzione vaccinale: per l’anti HPV la vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente per ragazzi e ragazze al dodicesimo anno di vita, estendendo fino ai 29 anni per le donne e fino ai 20 anni per gli uomini la gratuità (che nel piano nazionale è prevista rispettivamente fino ai 26 e ai 18). Inoltre, è prevista l’offerta attiva del vaccino in occasione della prima chiamata per lo screening e gratuita per tutte le donne trattate per lesioni di tipo CIN2 o superiore. Sebbene le adesioni siano in crescita, siamo ancora al di sotto dei livelli auspicati. Anche per questo motivo, Regione Liguria, Università, Alisa e le ASL hanno condiviso il progetto “ImmUniGe” per promuovere la consapevolezza sull’importanza della prevenzione dell’HPV e per aumentare le coperture vaccinali utilizzando i poli universitari della nostra regione”.

“L’obiettivo di questo progetto – afferma il Direttore del Dipartimento Scienze della Salute dell’Università di Genova Giancarlo Icardi – è aumentare la copertura vaccinale e soprattutto aumentare il counseling quindi la consapevolezza che si ‘sta parlando di un’infezione come quella del papilloma che provoca il cancro. E la novità è promuovere tutto questo all’interno dell’Università proprio come il nome suggerisce: Immunige. Il supporto dell’ateneo genovese, dislocato su tutto il territorio ligure ci permetterà di raggiungere giovani adulti di sesso maschile e femminile e ricordo che la popolazione universitaria è di circa 34mila studenti. A loro si aggiungono tutte le persone che ruotano attorno al mondo universitario, dipendenti e collaboratori, con l’obiettivo di fare la maggior sensibilizzazione possibile”.

A proposito di prevenzione è arrivato infine l’appello al vaccino anti morbillo.
“È in corso in tutto il mondo una ripresa dei casi di morbillo – ha evidenziato il Direttore della Clinica Malattie infettive e Tropicali Matteo Bassetti -, in particolare tra il 2022 e il 2023: solo in Europa si sono registrati 30mila casi, in Italia si è registrato un aumento significativo. Siccome la fascia di età più colpita sembra essere quella tra 15 e 30 anni, bisogna essere preparati e verificare la possibilità di offrire a queste persone il ciclo vaccinale completo. Il morbillo, infatti, è una malattia grave, molto contagiosa, che fino al 30% dei malati può dare delle complicanze: due casi positivi su tre rischiano l’ospedalizzazione e sono stati registrati anche recentemente casi mortali”.

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