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Coldiretti, il settore del florovivaismo in Liguria resiste

Il florovivaismo è l’espressione di una agricoltura multifunzionale, capace di generare esternalità positive per il bene della comunità e dell’ambiente, e lo rimane nonostante i rincari e le grandi difficoltà economiche che il settore attraversa. È quanto afferma Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria, presente al MyPlant&Garden di Milano, la più importante fiera professionale dell’orto-florovivaismo, del garden e del paesaggio in Italia, in date 21-23 febbraio. Coldiretti ha aperto la manifestazione con la presenza del suo Presidente Ettore Prandini, seduto accanto al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, al Presidente della Consulta Floricola di Coldiretti, Mario Faro, e Gianluca Boeri, tutti riuniti al centro del grande stand di Coldiretti.

Il richiamo alla Liguria, quando si parla di florovivaismo, è più che dovuto: un fiore su tre, in Italia, infatti, proviene dalla nostra regione. La terra che prende il nome di Riviera dei fiori simboleggia l’emblema della professionalità e della tradizione nel comparto floricolo. La Liguria rappresenta infatti la prima regione italiana per fiori recisi, con una produzione regionale pari, per l’esattezza, al 31% della nazionale. Le circa 4mila aziende florovivaistiche liguri muovono il lavoro di 15mila persone per un mercato che vale più di 400milioni di euro.

A minacciare il futuro del settore sono però le difficoltà climatiche e l’esplosione dei costi di produzione a causa dei rincari dell’energia che colpiscono l’intera filiera, dai fertilizzanti agli imballaggi, dalla plastica dei vasetti alla carta delle confezioni, fino al gasolio per il riscaldamento delle serre. “Tra i motivi principali che ci hanno spinti a mobilitarci nuovamente verso Bruxelles ci sono proprio tali questioni,” spiega Boeri, che il 26 febbraio farà parte della Delegazione di Coldiretti che tornerà a manifestare in rappresentanza degli agricoltori italiani ed europei. “I problemi derivano anche dalla concorrenza sleale dall’estero, con le importazioni di piante e fiori che nel 2023 hanno raggiunto un aumento del 33% rispetto all’anno precedente (proiezioni Coldiretti su dati Istat, ndr)”, aggiunge Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “Ribadiremo l’impegno per il mantenimento di leggi che già siamo riusciti ad abolire, come il ritiro della proposta di regolamento sull’ uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR). Bisogna tenere alta anche l’attenzione ai temi dell’abolizione dell’uso della torba e al rischio che i vasi vengano considerati imballaggi. È fondamentale essere presenti in piazza onde evitare che vengano proposti regolamenti analoghi.”

Il settore floricolo regionale, comunque, non si limita solo a sopravvivere: continua a rappresentare un’eccellenza a livello nazionale e internazionale, con un valore di export che raggiunge l’80% del totale prodotto in Liguria. “In un periodo di contrazione di domanda e aumento di prezzi, il settore floricolo regge la sfida, ma serviamo noi affinché ciò possa continuare,” conclude Boeri.

In un contesto che muta e che minaccia, serve aumentare la ricerca applicata alla produzione, la lotta ai cambiamenti climatici e il risparmio idrico. Solo così il settore floricolo potrà continuare a sbocciare a ogni primavera.

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