Politica Savona

Savona, audizione ASL2: Mij (M5S): “Le risposte non soddisfano a sufficienza”

“Le risposte alle nostre domande fornite l’altro ieri dal direttore generale Michele Orlando e dalla dirigenza di Asl 2 in occasione della commissione consiliare dedicata alla sanità a Savona non ci soddisfano a sufficienza. A fronte di alcuni investimenti sulle parti strutturali dell’edificio del San Paolo e sui macchinari rimangono invece forti perplessità su liste di attesa, utilizzo dell’angiografo multidisciplinare, Centro Ictus e alcune specialità. Dalla dirigenza viene raccontata una situazione che non corrisponde alla realtà dei fatti, peggiore rispetto a molte altre regioni, in cui i cittadini sono alle prese con infinite liste di attesa e il personale sanitario, sempre più contato, deve fare i salti mortali per garantire un servizio efficace”. Lo afferma Federico Mij del Movimento 5 Stelle.

“In merito al Centro Ictus, respingiamo convintamente le considerazioni dell’ex direttore sanitario Garra, per cui non ci sarebbero problemi – prosegue -. A causa della mancanza di un servizio continuativo dell’angiografia e della mancata attivazione della trombectomia alcuni pazienti devono essere trasferiti al Santa Corona causando un rischio per gli stessi e un disagio per il carente personale che dovrebbe rimanere nelle corsie. Quindi non va tutto bene come è stato detto e se non si ritiene di rendere il centro Ictus del San Paolo di secondo livello è importante che per lo meno i trasferimenti dei pazienti che necessitano di trombectomia meccanica non siano ulteriormente a carico del personale del San Paolo. Per quanto riguarda il sottoutilizzo dell’angiografo multidisciplinare è troppo facile dare la colpa ai medici che, a dire della dirigenza, non ne fanno richiesta. L’angiografo nasce anche per l’emergenza/urgenza  24 ore su 24 sia in pronto soccorso sia durante gli interventi operatori. Se il servizio non viene reso agibile h24 c’è poco da accusare i medici del San Paolo i quali sono costretti ad  organizzare trasferimenti di pazienti sempre ad alto rischio verso il Santa Corona. È fondamentale che la dirigenza provveda nel più breve tempo possibile ad un’estensione dell’orario di servizio h12 con reperibilità notturna”.

“Per quanto riguarda la Pneumologia, l’apertura dell’Ambulatorio Broncoscopico ci vede ovviamente favorevoli ma anche qui evitiamo di prendere in giro le persone e il personale sanitario stesso visto che l’apertura sarà solo due giorni la settimana per fronteggiare l’attività programmata e non a disposizione anche dell’emergenza urgenza con apertura continuativa. Inoltre, manca ancora una vera e propria corsia di Pneumologia in cui dovrebbe avere sede la Pneumologia Riabilitativa che con il passare del tempo sta diventando sempre più importante”.

“Stesso discorso vale per la Gastroscopia ed Endoscopia: bene l’annuncio della nuova apertura di una struttura dedicata ma la direzione dovrebbe chiarire se si tratterà di una struttura semplice o complessa. Per il personale e quindi a cascata per i pazienti si tratta di una differenza sostanziale”.

“E’ fondamentale che, da parte della dirigenza, l’attenzione all’ospedale San Paolo sia la stessa di quella verso il Santa Corona in modo che si possa lavorare nella maniera più sinergica possibile senza fomentare inutili e dannosi scontri. Nella recente ricognizione dei posti letto è curioso che non si applichi lo stesso metro di giudizio tra i due ospedali con un conteggio dei posti letto che solo a Santa Corona viene rapportato al personale sanitario presente in reparto. Da questo punto di vista cogliamo positivamente però il nuovo bando che potrebbe portare verosimilmente un nuovo medico specialista nel reparto di Anestesia-Rianimazione del San Paolo. Sul personale, infine, sono state fatte promesse precise: entro marzo assunzione di circa 110 infermieri nell’intera Asl e poi sblocco della graduatoria degli Oss che scade in estate. Verificheremo  – conclude Mij – che non rimangano parole vuote perché il San Paolo necessita al più presto di circa un’ottantina di operatori socio sanitari”.

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