La segreteria regionale di Orsa Trasporti ha scritto una missiva rivlgendosi a istituzioni e imprese del settore merci su ferro:

“Gli importanti interventi infrastrutturali che interessano le ferrovie del territorio ligure e la costruzione della nuova diga foranea che consentirà al porto di Genova di ospitare navi più grandi, rappresentano un’occasione fondamentale per il rilancio del trasporto merci su ferro nella nostra regione. La Liguria non può lasciarsi sfuggire tale opportunità, che raffigurerebbe un grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio, per i nostri porti e un volano importante per l’economia di tutto il Paese“.
“Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario accompagnare il potenziamento infrastrutturale in atto, a partire dal Terzo Valico dei Giovi, con politiche che favoriscano la mobilità delle merci con un adeguamento e potenziamento dei retroporti (alcuni già esistenti come Alessandria, Rivalta, Novi) per poter smaltire e smistare velocemente le merci su ferro, liberando le aree portuali e decongestionando le nostre città e le strade già fortemente intasate da un traffico su gomma diventato ormai insostenibile – si legge ancora – La Spezia non ha un retroporto, se non il piccolo scalo di Santo Stefano Magra, e la Pontremolese ha attualmente numerosi limiti che obbligano i treni merci a fare il giro dalla costa ligure passando per Genova e intasando il traffico ferroviario già saturo. Savona addirittura è quella in peggiori condizioni, per l’inadeguatezza della linea che porta a San Giuseppe di Cairo e Alessandria, che dovrebbe essere adeguata e potenziata in modo da costituire il retroporto di Savona“.
“Se il sistema infrastrutturale fosse adeguato, i 3 porti potrebbero vivere ognuno in completa autonomia con un retroporto e un valico dedicato, con un sistema di spole, porto – retroporto che consentirebbe di velocizzare e aumentare i volumi del traffico su ferro. Ma per non fallire l’obiettivo è necessario mettere attorno a un tavolo tutti gli attori in scena: Autorità Portuali, RFI, Imprese Ferroviarie, Regione Liguria, Comuni, Organizzazioni Sindacali in modo che si passi dal classico “mugugno” genovese, all’arte del fare, riuscendo così a progettare una filiera funzionante che possa intercettare le opportunità che gli interventi infrastrutturali offriranno“.
“Non meno importante è il “mentre”, ovvero tutto ciò che succede tra oggi e il 2027/2030, che necessita di attenzione. La fase di costruzione delle infrastrutture ferroviarie infatti è causa di numerose interruzioni sulle linee che stanno creando parecchie limitazioni alle imprese ferroviarie, facendo alzare i costi e rendendo il trasporto su ferro poco competitivo rispetto alla gomma. Se non si agisce con ristori e/o sgravi, che inverta lo sbilanciamento al momento esistente tra autotrasporto e ferrovia, il rischio sarà che al 2030 ci troveremo con un trasporto su gomma consolidato e numerose imprese ferroviarie fallite. ORSA Ferrovie è disponibile a fornire il suo contributo e chiede di poter interagire con le istituzioni in indirizzo“, concludono da ORSA.





