Cultura e Spettacoli Savona

Savona, Festival 0-19 alle battute finali: la cerimonia di fine kermesse a bordo di Costa Smeralda

Un primo bilancio (che sarà integrato nei prossimi giorni con i numeri delle presenze) dell’edizione 2023 e un’anticipazione sul concept dell’edizione 2024.

L’edizione 2023 di ZeroDiciannove, il primo festival dedicato alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, si conclude a bordo della Nave Costa Smeralda, nello spazio teatro, davanti a una platea costituita dai 18 autori che hanno dato vita alle varie iniziative della tre giorni, dal sindaco Marco Russo, dal vicesindaco Elisa Di Padova, dagli sponsor, dai rappresentanti del mondo della scuola e dagli organizzatori dell’evento.

Se il tema di quest’anno era leggere la città, quello del 2024 sarà la comunità, da raccontare e costruire attraverso le storie e la narrazione. Altra novità sarà la pluralità dei linguaggi: alla scrittura e all’illustrazione, infatti, si aggiungeranno fotografia, video e pittura per permettere alle nuove generazioni di affrontare il tema narrativo sotto diversi aspetti. Ci saranno anche più laboratori con le scuole, associazioni e le famiglie.

Il bilancio di questa edizione, la numero zero, è comunque più che positivo, grazie al contributo di 3 editrici e 18 autori tra illustratori e scrittori in arrivo da tutta Italia: Salerno, Roma, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Lombardia. Gli eventi della tre-giorni hanno attratto un pubblico di famiglie di Lombardia, Piemonte e Liguria che hanno approfittato di ZeroDiciannove per esplorare la città. I primi numeri vedono anche 106 classi coinvolte a partire da novembre in un percorso sulla lettura; 2180 bambini e ragazzi che hanno partecipato agli eventi riservati alle scuole e 8 corsi di formazione per i docenti”.

“E’ un festival che parte quest’anno. E tutto ciò che parte – ha detto il sindaco di Savona, Marco Russo – ci dà sempre molta carica e una gran voglia di andare avanti. Questo è un festival che ha caratteristiche a cui teniamo particolarmente: il livello nazionale e internazionale degli autori e degli editori, grazie al quale abbiamo cercato di guardare oltre i nostri confini; il grado di coinvolgimento della scuola e della città che è stata mobilitata in tante sue parti; la cultura, la scuola e la formazione come punti di forza e questo è importante per una città che vuole far ritornare i giovani e che si sta preparando a candidarsi a Capitale della Cultura”.

“ZeroDiciannove conferma che Savona ha un concentrato di energie, competenze e professionalità che non è facile trovare altrove – dice invece il vicesindaco Elisa Di Padova – Il Festival è un germoglio cresciuto nell’arco di un anno di lavoro che ha coinvolto studenti e insegnati a partire da novembre, anche grazie al Patto per la scuola e al Tavolo per la lettura. Abbiamo parlato a tutto il mondo della scuola, dal nido alle superiori, e la risposta che abbiamo ricevuto è stata bellissima. La verticalità di questo festival è un valore aggiunto. Abbiamo costruito nel concreto la comunità educante. Un progetto come questo, inserito nella scuola, luogo della democrazia e delle pari opportunità, è in concreto una battaglia contro le disuguaglianze. ZeroDiciannove non è un fuoco d’artificio, continuerà nei prossimi anni e si radicherà sempre di più nel territorio”.

“Siamo molto soddisfatti di questa edizione zero – dicono Alessio Cotena e Isabella Labate, direttori artistici del Festival – soprattutto per il coinvolgimento delle scuole e dei docenti e per gli ottimi risultati dei laboratori che hanno registrato ovunque il sold out. Adesso ci prenderemo qualche giorno di riposo e poi ci metteremo al lavoro per l’edizione del prossimo anno. Per tre giorni Savona ha ospitato artisti e autori in arrivo da tutta Italia che sono rimasti colpiti dalla bellezza di Savona, dal suo paesaggio, dalla sua cultura e dal suo patrimonio. Leggere la città vuol dire anche esserne consapevoli e orgogliosi”.

“Il Festival – aggiunge Anna Cossetta, direttrice della Fondazione De Mari –  rappresenta perfettamente il genere di progettualità che la Fondazione intende sostenere: crea comunità, favorisce l’inclusione e la creatività, il pensiero trasversale. Non può non colpire la capacità di costruire relazioni di questo gruppo straordinario di persone che lo hanno reso possibile e che, anche per questo favoriscono lo sviluppo culturale ed educativo del nostro territorio”.

 

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