Attualità Genova

Genova, il 4 maggio si celebra la giornata nazionale dell’affidamento famigliare

40 anni di affido familiare: “Ogni bambino ha diritto ad una famiglia”. È questo il tema al centro della campagna di informazione e comunicazione del Comune di Genova dedicata all’infanzia e alla adolescenza, in occasione della giornata nazionale dell’affidamento familiare, che si celebra in tutta Italia ogni 4 maggio. La giornata nazionale dell’affido fu istituita nel 1983 con la Legge 184/1983 sul “Diritto del minore ad una famiglia”, per informare, sensibilizzare e sostenere in Italia l’accoglienza familiare di ragazze, ragazzi, bambini e bambine.

A Genova le esperienze in corso nel 2023 sono già 228. Il Comune ha sempre voluto investire molto nella promozione dell’affido familiare, quale strumento di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza e di sostegno per le loro famiglie di origine. Dal 2020 si è registrato, infatti, un progressivo incremento delle esperienze di affido familiare: 257 nel 2020, 260 nel 2021, 265 nel 2022 e, come detto, già 228 avviate nel 2023.

Con questa campagna di informazione, a 40 anni dalla Legge 184, le Politiche sociali del Comune di Genova forniscono le informazioni necessarie per chi fosse interessato all’affido.

-Quale famiglia? Una famiglia che possa far crescere il minore sereno, secondo quanto previsto non solo dal nostro ordinamento ma anche dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; una famiglia che pensi all’interesse del minore ed al suo futuro, proteggendolo ed aiutandolo a diventare grande, secondo i suoi desideri e le sue aspettative.

-Chi sono le famiglie affidatarie? Sono quelle che offrono accoglienza ai bambini e che li supportano nei rapporti con le famiglie di origine, attraverso forme di aiuto e sostegno reciproci. La famiglia affidataria è una “famiglia accanto ad un’altra” e non “al posto dell’altra”. Le famiglie affidatarie si occupano di accogliere un bambino o un adolescente, per un periodo temporaneo e limitato, finché non possa ritornare nella propria famiglia biologica. Può essere “famiglia affidataria” qualunque persona che, singolarmente o in coppia, sposata o convivente, con o senza figli, senza limiti di età, sia in grado di accudire, educare e mantenere un minore; capace di affrontare vicende emotive che possano coinvolgere il minore, flessibile ai cambiamenti ed in grado di tollerare dolore e frustrazioni anche di notevole entità; solidale con la famiglia biologica e nei confronti di persone provenienti da contesti sociali, culturali ed etnici diversi; disponibile a collaborare con le istituzioni.

-Che ruolo hanno le istituzioni? Devono impegnarsi perché i diritti del minore siano rispettati e affinché possa essere accolto da un’altra famiglia, per il tempo necessario al superamento delle difficoltà, qualora la sua famiglia non possa temporaneamente prendersi cura di lui. Le coppie e i single che desiderano avvicinarsi alla realtà dell’affido e dell’accoglienza non vengono mai lasciati soli ma, dopo una valutazione da parte dei servizi socio-sanitari, sono accompagnati dai servizi pubblici territoriali.

-Come fare? È semplice, basta proporsi a: progaffido@comune.genova.it, o telefonare al 338/4942963

I messaggi che passeranno sul ledwall della Regione Liguria sono stati pensati nell’ottica della promozione delle diverse forme di affido familiare sul territorio genovese, ricordando soprattutto l’indirizzo da contattare per ottenere informazioni: progaffido@comune.genova.it.

Tra le frasi scelte per diffondere l’importanza del tema dell’affido ci sono: “Ogni bambino ha diritto a una famiglia”; “Per crescere c’è bisogno di una intera città”; Un’accoglienza che aiuta a crescere”; “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.

«La legge 184- dichiara l’assessore alle Politiche sociali Lorenza Rosso– ha rappresentato una svolta negli interventi di tutela per i minori in difficoltà all’interno delle loro famiglie, introducendo la possibilità del loro inserimento in un altro nucleo famigliare, e riconoscendo la famiglia come soggetto capace di rispondere ai bisogni di un minore. L’anniversario della Legge nazionale offre l’occasione sia per chiedere alla cittadinanza la disponibilità all’accoglienza e a nuovi percorsi di affido familiare, sia per rinnovare l’attenzione e consolidare il “patto di accoglienza” fra istituzioni, associazioni, famiglie e tutta la comunità, certi che la promozione dei diritti dell’infanzia costituisca un impegno costante, non solo per gli operatori sociali e sanitari ma anche per tutta la rete di famiglie e associazioni che quotidianamente operano per rispondere ai bisogni dei più piccoli. L’affidamento familiare è un tema di particolare importanza nel servizio sociale. In questi 40 anni, centinaia di migliaia di famiglie in tutta Italia hanno accolto e stanno accogliendo nelle loro case, bambini e ragazzi italiani e non, anche affetti da disabilità o problemi sanitari, prevenendo in un certo senso la chiusura degli istituti per i minori. Si tratta di esperienze belle, faticose, coinvolgenti e impegnative che richiedono riconoscimento e sostegno. Per questo è necessario rilanciare l’affido familiare come strumento primario di tutela e di prevenzione».

Nell’ottica della promozione delle diverse forme di affido familiare sul territorio genovese, lo scorso gennaio è nato il “Tavolo comunale delle Associazioni per l’affido” ed è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Comune di Genova, la Rete delle associazioni di affido familiare (Coordinamento Affidamento.net, Alpim, Auser, Batya, Comunità Papa Giovanni XXIII, Famiglie per l’accoglienza, Gefyra Il Ponte dei Bambini) e la Asl 3 genovese per la promozione, la sensibilizzazione e il sostegno dell’affido familiare.

Tra gli obiettivi dei sottoscrittori del protocollo ci sono la promozione e la sensibilizzazione all’affido, l’informazione e la formazione delle famiglie, l’accompagnamento degli affidatari nel percorso di approfondimento con Comune e Asl e le associazioni coinvolte, il consolidamento delle procedure di lavoro in rete con le associazioni anche per la segnalazione di coppie disponibili e quindi la loro formazione e successiva frequentazione dei gruppi delle famiglie, la progettazione e l’avvio di percorsi di sostegno all’autonomia dei giovani che escono dal progetto di affidamento, incontri di aggiornamento. Inoltre, è prevista anche la redazione di un documento di programmazione annuale con gli obbiettivi dell’anno e le attività previste.

A Genova il sistema di tutela dei diritti dei bambini è costituito da un’ampia rete di soggetti, istituzionali e del privato sociale, che realizzano interventi e servizi orientati a rispondere ai bisogni di protezione, sviluppo e benessere dei minori. Il lavoro di promozione dei diritti dell’infanzia costituisce impegno quotidiano e costante degli operatori sociali e di tutta la rete di soggetti impegnati nel rispondere ai bisogni dei più piccoli.

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