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Genova ha ricordato Guido Rossa: 44 anni fa l’assassinio del sindacalista da parte delle BR

Genova ha ricordato la figura di Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle Br 44 anni fa nell’ex Italsider. La cerimonia si è aperta con la deposizione di una corona davanti al cippo di pietra scura posto nei giardini di Via Fracchia  A ricordare la figura del sindacalista, anche il Prefetto do Genova, le autorità civili e militari ma soprattutto tanti giovani con la presenza di una classe della scuola media Aldo Gastaldi e del Liceo Pertini di Genova.

“Le grandi democrazie si reggono sulle leggi, ma soprattutto sugli esempi. Questa città ne ha molti, a partire dal Risorgimento, fino a quelli eroici degli anni di piombo, una stagione che ha contato oltre 350 vittime della violenza terroristica”, ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Ricordare chi si è sacrificato per questo Paese, come ha fatto Guido Rossa, è il modo migliore per ricordare chi siamo e chi ha lottato per essere dove siamo, ma anche per costruire un pezzo del nostro futuro”, ha detto Toti.

Guido Rossa è stata una persona che ha deciso, seguendo i propri ideali e i propri convincimenti: “quando le cose si devono fare, si fanno. Gli anni di quei fatti erano i 70 del 900, che molto spesso vengono ricordati solo come gli anni di piombo e non per le grandi lotte e rivendicazioni durante i quali l’Italia cercava di diventare un paese moderno”, ha detto il segretario regionale di CGIL, Igor Magni. “Aveva deciso di non girare la testa ne di abbassarla. Aveva deciso di denunciare un terrorista che si nascondeva tra i suoi compagni di lavoro un brigatista che con altri metteva in discussione le conquiste fatte e i principi democratici per cui si batteva. Fu un atto di coraggio quello di Guido Rossa e di coerenza: Guido volle far seguire alle parole i fatti, con un gesto che altri non si sentirono di compiere. Per lui seguirono giorni tormentati: messaggi, telefonate anonime, minacce. Il pericolo forse fu anche sottovalutato e il 24 gennaio del 1979, un atto di spietata e spregevole disumanità pose fine alla sua vita”, ha concluso, Magni.

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