Economia In Primo Piano Savona

Dati 2022, Unione Industriali Savona: economia savonese motore della Liguria

Un territorio produttivo, capace di affrontare le sfide e rispondere alle negatività locali e globali in modo incisivo, nonostante le criticità esterne. Questo il quadro che emerge dagli indicatori del 2022 in provincia di Savona, con un andamento più forte delle difficoltà locali – il sistema infrastrutturale e la debolezza politica del savonese – e quelle internazionali – materie prime, costi energetici – con un’eccezione in controtendenza, come del resto in tutta Italia, relativa solo all’ultimo trimestre dell’anno in corso.
È quanto si evince dai numeri forniti dall’Unione Industriali di Savona sul report legato all’andamento economico del Savonese, presentato nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno .
La provincia di Savona si conferma la parte di Liguria che ha saputo reggere, meglio di altre zone, il contraccolpo post Covid, aggravato dalla crisi internazionale, l’inasprimento della guerra in Ucraina e le conseguenze delle sanzioni, il reperimento delle materie prime e il caro energia: “Adesso, però, serve un cambio di passo dall’interlocuzione istituzionale, ancora troppo lenta rispetto alle necessità di chi fa impresa”.
dichiarano i vertici Industriali.
Per quanto riguarda la città di Savona la previsione di crescita del valore aggiunto reale nel 2023 del 0.6% che la posiziona al secondo posto in Italia dopo la provincia di Milano (0.8%). Il confronto del valore aggiunto 2019-2023 evidenzia così una crescita del +4.7% del 2022 sul 2021. Per quanto riguarda il turismo, gli arrivi al 30 novembre in provincia di Savona nel 2021 sono stati in totale 967.946 contro 1 milione 249mila 239 del 2022 per un +29.07% (aumentano gli stranieri del +63.70%). Le presenze totale nel 2021 erano 4 milioni 108mila 521, nel 2022 più di 5 milioni per un +22.89% (+54.51% gli stranieri). La Liguria e la provincia di Savona nel 2022 tornano così molto vicini ai livelli di movimento turistico pre pandemico recuperando le perdite subite nel 2020 e 2021.
Tra gli altri dati, sul fronte della demografia, il 17,8% degli abitanti dell’intera regione risiede in provincia di Savona che, con circa 280.000 abitanti è seconda solo a Genova ma vede decrescere il numero dei suoi abitanti perdendo nell’ultimo decennio il 4,4% della popolazione contro una media ligure del -3,7% e diventando la provincia più anziana d’Italia (età media 50 anni). Decisamente più alto rispetto alle medie nazionali ed europee l’indice di dipendenza degli anziani che si attesta al 49,6% mentre per ogni anziano ci sono solo 2 forze lavoro.
Bene anche l’economia portuale con i primi dieci mesi dell’anno con valori più che positivi per gli scali di Savona e Vado. Superato il periodo pandemico il traffico merci segna il record di crescita dello scalo sfondando quota 13 milioni già a fine ottobre (nel 2018 – anno record – il traffico fu di 13.899.000 tons., ma sui 12 mesi).  Il 2022 vede la crescita sia delle rinfuse solide (solo Savona, non Genova) sia delle rinfuse liquide. Sono ancora sotto la media del 2019 i dati sui passeggeri di traghetti e navi da crociera. Si passa dai 945.905 passeggeri complessivi alla fine dell’ottobre 2019 agli attuali 861.436 (nel 2020 ad ottobre aveva toccato il mimino dei 218.148 e nel 2021, sempre ad ottobre, i 355.498).
La sintesi del presidente dell’Unione, Angelo Berlangieri: “Nonostante la situazione sia drammatica già a livello nazionale, siamo di fronte a un inverno demografico qui altamente accentuato. Questo tema sembra però secondario all’attenzione della politica. Non può e non deve esserlo. Almeno per noi, rappresenta una gravissima emergenza. In seconda battuta, dopo la fase di programmazione, il 2023 deve diventare la stagione della progettazione di alcuni interventi e dell’apertura di molti cantieri. Il tempo dell’attesa è finito e le infrastrutture devono essere una priorità. Per l’Aurelia Bis non possiamo più sopportare ritardi, anzi, confidiamo in un’anticipazione dei tempi di conclusione del cantiere rispetto ai 1000 giorni di lavoro stimati. Chiediamo un’accelerazione, anche, per il suo secondo lotto, senza il quale, l’arteria alternativa sarebbe monca. Non dimentichiamo il raddoppio ferroviario del Ponente e, al tempo stesso, la variante dell’autostrada A6, tra Savona e Altare che deve trovare al più presto le autorizzazioni, così come il casello di Bossarino ancora bloccato dalla burocrazia in Commissione VIA a Roma. Alla politica, a ogni livello, chiediamo risposte chiare e in tempi rapidi, alle esigenze del mondo dell’impresa, per avere un territorio capace di essere competitivo. E come ricorda il presidente Carlo Bonomi, “Confindustria non tifa per nessuno. Giudica sui fatti”.
Un’analisi condivisa e ampliata con il supporto delle analisi statistiche del direttore dell’Unione Industriali, Alessandro Berta: “Il nostro territorio è consapevole di scontare innumerevoli criticità. Al tempo stesso, però, va sottolineata la straordinaria capacità di resilienza alle avversità dell’ultimo biennio e una crescita silenziosa, spesso, passata sotto silenzio. I nostri imprenditori sanno bene che in questa parte di regione insiste gran parte del cuore produttivo dell’intera Liguria. È bene che il dato sia percepito qui e anche extra provincia. Le cifre chiariscono che il 2022 è stato un anno record per gli scali di Savona e Vado, con una crescita superiore di più del doppio del resto del sistema portuale, il turismo che è tornato ai livelli pre covid, l’industria e le costruzioni che sono ulteriormente cresciuti, con numeri di export industriale da record e un’occupazione che è tornata ai livelli del 2019. Tendenze positive su comparti faro della nostra economia come logistica, turismo, industria e costruzioni seppur, in quest’ultimo caso, con gli interrogativi legati al futuro degli incentivi statali. Dalla nostra provincia arriva un apporto concreto e decisivo al pil del Nord Ovest: la crescita percentuale del valore aggiunto 2022 su 2021 è stata la migliore d’Italia, seconda solo alla provincia di Milano e, allo stesso tempo, le previsioni del 2023 evidenziano un tendenziale di valore aggiunto positivo, ponendo il savonese tra i tre territori migliori del Paese, quando le previsioni di fine anno danno 6 provincie su 10 in recessione. Questo grazie alla differenziazione produttiva: logistica, industria e turismo, in grado di assorbire meglio le crisi rispetto a territori settorialmente più caratterizzati”.
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