Politica Savona

Flc CGIL in piazza venerdì 16 dicembre con la Finanziaria

“Il 16 dicembre saremo in piazza a scioperare, contro una legge di bilancio iniqua che colpisce anche il mondo della scuola, inasprendo i criteri sul dimensionamento scolastico, penalizza il mondo del lavoro dipendente e mortifica le aree di precariato del nostro Paese, in particolare su fisco, pensioni e trattamento salariale”.  Lo rende noto la Flc Cgil savonese “Siamo fortemente preoccupati per le novità apportate dalla proposta di legge di bilancio 2023. Riteniamo, nell’impianto globale, la legge di stabilità deludente: non investe sui settori della conoscenza, conferma l’orientamento al disinvestimento in linea con i governi degli ultimi anni. In particolare siamo preoccupati della proposta che introduce una pesante novità in tema di dimensionamento: l’organico dei dirigenti e dei DSGA, vale a dire delle figure apicali dell’autonomia scolastica, sarà definito da un decreto concertato tra Ministero dell’Istruzione e MeF che stabilirà anche i parametri che le Regioni applicheranno per definire la rete del sistema scolastico. Tali parametri dovranno situarsi in un range tra i 900 e 1000 alunni/e, necessari alle scuole per mantenere l’autonomia. Tutto al fine di razionalizzare la rete scolastica senza nessun riguardo alle particolarità territoriali, si corre il rischio che alcune delle nostre scuole perdano l’autonomia e che, quindi, si proceda ad accorpamenti che daranno vita a poli scolastici con plessi distanti e difficilmente raggiungibili, vista anche la connotazione morfologica della nostra provincia”.

“Insomma un dimensionamento selvaggio della rete scolastica  Quindi ancora una volta la scuola utilizzata per fare cassa. Ancora una volta sulla scuola non si investe, ma si taglia. Viene riproposta l’Autonomia differenziata, che significherebbe modelli di istruzione a seconda delle Regioni: la regionalizzazione è la cosa più sbagliata possibile, aumenterebbe solo le differenze che già esistono”.

“Ci sono Regioni che pensano di risolvere i problemi della scuola cavandosela da soli e lasciando le Regioni più deboli in una situazione peggiore, mentre il problema è il disinvestimento complessivo che si fa sulla scuola a livello nazionale, ormai da troppi anni. Ancora una volta non si assume l’importanza di un sistema scolastico che riconosca a tutti e tutte gli stessi diritti e la stessa dignità. Per l’ennesima volta il profitto prevale sulla possibilità di investire, in prospettiva, su un futuro migliore di questo Paese attraverso la formazione di pari dignità e stesse possibilità per tutti e tutte i cittadini e le cittadine”.

“Occorrono inoltre risorse adeguate al rinnovo dei contratti pubblici, del triennio 2022/25 delle quali non c’è traccia. Il nostro paese, la nostra Regione, la nostra Provincia sono in drammatico ritardo: per uscire dalla crisi e crescere bisogna invertire la marcia e investire nella scuola pubblica, nell’Università e in tutti i settori della conoscenza. Per tutte queste ragioni saremo alle ore 9 in piazza Principe a Genova”.

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