Cultura e Spettacoli Genova

Da oggi ai Musei di Strada Nuova: “IL Seicento fiammingo” e “Nodi e intrecci”, nuovo ciclo di visite tematiche alle mostre in corso

A partire dal 7 dicembre, prendono il via, tutti i mercoledì, alle ore 17, le visite accompagnate alla mostra Rubens e van Dyck ai Musei di Strada Nuova”, a cura dei Servizi Educativi di Solidarietà e Lavoro scs-onlus.

In occasione della grande mostra di Palazzo Ducale, anche i Musei di Strada Nuova celebrano Pieter Paul Rubens e Anton van Dyck attraverso le opere dei due maestri anversani conservate nelle collezioni civiche. Nelle sale di Palazzo Rosso, si andrà alla scoperta dei ritratti e dei dipinti di soggetto profano e religioso di Van Dyck della quadreria Brignole-Sale, capolavori realizzati dal giovane pittore fiammingo per l’esigente e sofisticata aristocrazia genovese.

Ci si soffermerà poi sul ciclo di paesaggi dedicati ai “Mesi dell’Anno” dipinto da un altro collaboratore di Rubens, Jan Wildens, artista anversano giunto nella Superba all’inizio del Seicento e specializzato nella realizzazione di dipinti di paesaggio con figure, un genere tipicamente fiammingo e molto apprezzato dai collezionisti genovesi del tempo. Per l’occasione, la serie è stata arricchita dalla presenza delle due tele con i mesi di Marzo e Ottobre, già trasferite dalla famiglia Brignole-Sale nella villa di famiglia ad Albaro.

La visita prosegue nelle sale di Palazzo Bianco, con una sala dedicata alla produzione pittorica della “colonia” dei pittori fiamminghi. Attratti da una città fiorente, governata da un’aristocrazia dai gusti artistici ricercati, artisti quali Cornelis de Wael, Giacomo Liegi, Jan Roos e Vincent Malò giunsero in città all’inizio del Seicento e formarono una vera e propria comunità di pittori stranieri, specializzati soprattutto nella pittura di genere, di paesaggio e nella natura morta.

Infine, una sezione è dedicata a un nucleo d’eccezione di “copie d’autore” da originali di Rubens e Van Dyck, realizzate nell’ambito della più importante bottega artistica della Genova di secondo Seicento: “Casa Piola”. Queste tele, di notevole qualità artistica, trassero in inganno numerosi esperti e furono, per un certo periodo, ritenute opere autografe.

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