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Coldiretti, in arrivo 25 milioni di euro nel settore floricolo contro i rincari

Il ramo florovivaistico è un comparto storico dell’economia ligure, concentrato per il 95% tra le province di Imperia e Savona, con circa 3200 aziende di fiori e piante ornamentali nella prima e un migliaio nella seconda.

Vittima ormai da mesi dell’impatto dei rincari, che continuano a mettere sotto pressione il settore con gli aumenti dei costi di produzione (+250% per i fertilizzanti, +110% per il gasolio, +15% per i fitosanitari contro i parassiti e +45% per i servizi di noleggio, cui si aggiungono l’incremento delle spese di trasporto e gli aumenti degli imballaggi, che vanno dal +72% per la plastica dei vasetti dei fiori al +40% per il vetro al +31% per la carta), la floricoltura ligure vive uno spiraglio parzialmente positivo a causa dell’insolito aumento delle temperature, che ha di fatto mitigato l’impatto dell’aumento dei costi sulla floricoltura.

Nonostante il +95% dei costi per piante e sementi e l’allarme rosso per i vivai travolti dai rincari dell’energia, dunque, in questo autunno particolarmente caldo il fiore simbolo di Ognissanti – insieme a prodotti affini, come sterlizie, ciclamini, arrivando alle rose e al verde ornamentale reciso, in bouquet o in vasi – torna in prima linea per la celebrazione cristiana del 1° novembre, con la produzione dei crisantemi e di altri fiori autunnali, fondamentale per molte aziende liguri attive sul mercato sia interno che estero, vede stabili i prezzi di vendita a grossisti e dettaglianti.

Il crisantemo, il cui nome etimologicamente significa “fiore d’oro”, viene scelto ogni anno come simbolo di Ognissanti. Usato sia in vaso che reciso, in Italia ha assunto, tra gli altri, un significato di vita e rinascita, mentre al di fuori dei confini nazionali è anche simbolo di gioia e prosperità. Accanto a lui in Liguria durante questa festività troviamo poi il ciclamino, che si produce da settembre e fin dopo le festività natalizie e che simbolicamente allontanerebbe venti malefici e nefasti. Ma, dato che ogni omaggio è espressione di amore e memoria, ciascun fiore ligure può essere scelto in questi contesti: anche la classica e intramontabile rosa, simbolo di affetto profondo ed eterno.

“La produzione dei crisantemi e di altri fiori autunnali – affermano Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale – è fondamentale per molte aziende liguri, che portano avanti un settore da difendere e promuovere con ogni risorsa. Il mercato ligure sta mostrando una dinamicità dettata dall’ottima qualità di prodotto e dall’impegno degli imprenditori locali, che riescono a sbaragliare in molti casi la concorrenza. Negli anni le produzioni sono state reindirizzate per rispondere alle nuove esigenze del territorio e del mercato, arrivando a comprendere ranuncoli, anemoni, mimosa, margherite, gerbere, verde e fronde ornamentali. Un settore fondamentale per la Liguria e per l’intero Paese, che conta al proprio interno 30mila ettari di territorio coltivati da 21.500 imprese, impegnate fra produzione di piante e fiori in vaso (14mila) e piantine da trapianto (7500)”.

“Un primo passo contro il caro bollette – continuano Boeri e Rivarossa – è rappresentato dall’estensione a fabbricati e serre della riduzione dei costi del gasolio fino alla fine dell’anno. Oltre a ciò, è in dirittura d’arrivo anche il Decreto che darà il via libera a 25 milioni di euro a favore del settore florovivaistico, proprio per far fronte all’ingente aumento dei costi energetici. Una norma che, dopo aver ottenuto un primo via libera alla Conferenza Stato-Regioni dello scorso 18 ottobre, è stata firmata dal Mipaaf e rimane in attesa si concluda l’iter legislativo, che a questo punto prevede controlli, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e definizioni delle modalità operative e della tempistica per la presentazione delle domande”.

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