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Infortuni e malattie professionali, aumento del 38,7% rispetto a un anno fa: i dati INAIL

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di agosto sono state 484.561, in aumento del 38,7% rispetto alle 349.449 dei primi otto mesi del 2021 (+50,4% rispetto alle 322.132 del periodo gennaio-agosto 2020 e +16,2% rispetto alle 416.894 del periodo gennaio-agosto 2019).

I dati rilevati al 31 agosto di ciascun anno evidenziano a livello nazionale per i primi otto mesi del 2022 un incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 303.628 del 2021 ai 429.161 del 2022 (+41,3%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento del 20,9%, da 45.821 a 55.400.

Nello scorso mese di agosto il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha segnato un +36,5% nella gestione Industria e servizi (dai 299.147 casi del 2021 ai 408.465 del 2022), un -3,8% in Agricoltura (da 17.786 a 17.110) e un +81,4% nel Conto Stato (da 32.516 a 58.986). Si osservano incrementi generalizzati degli infortuni in occasione di lavoro in quasi tutti i settori produttivi, in particolare nella Sanità e assistenza sociale (+141,1%), nei Trasporti e magazzinaggio (+124,1%), nell’Amministrazione pubblica, che comprende le attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e gli amministratori regionali, provinciali e comunali (+74,2%), e nelle Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+70,7%).

L’analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Sud (+53,5%), seguito da Isole (+49,3%), Nord-Ovest (+46,6%), Centro (+41,4%) e Nord-Est (+22,2%). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+98,6%), la Liguria (+67,2%) e il Lazio (+63,6%).

L’incremento che emerge dal confronto di periodo tra il 2022 e il 2021 è legato sia alla componente femminile, che registra un +63,4% (da 125.049 a 204.383 denunce), sia a quella maschile, che presenta un +24,9% (da 224.400 a 280.178). L’aumento ha interessato sia i lavoratori italiani (+41,3%), sia quelli extracomunitari (+27,7%) e comunitari (+23,5%). Dall’analisi per classi di età emergono incrementi generalizzati in tutte le fasce. Quasi la metà dei casi, in particolare, riguarda la classe 40-59 anni.

CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro lo scorso mese di agosto sono state 677, 95 in meno rispetto alle 772 registrate nei primi otto mesi del 2021 (-12,3%), sintesi di un decremento delle denunce osservato nel quadrimestre gennaio-aprile (-29,4%) e di un incremento nel quadrimestre maggio-agosto (+14,7%), nel confronto tra i due anni. Si registrano 146 casi in meno rispetto al periodo gennaio-agosto 2020 (823 decessi) e otto in meno rispetto al periodo gennaio-agosto 2019 (685 decessi).

A livello nazionale i dati rilevati al 31 agosto di ciascun anno evidenziano, pur nella provvisorietà dei numeri, un incremento per i primi otto mesi del 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, solo dei casi mortali occorsi in itinere, passati da 152 a 181, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono scesi da 620 a 496. Il calo ha riguardato sia l’Industria e servizi (da 646 a 573 denunce), che l’Agricoltura (da 84 a 83) e il Conto Stato (da 42 a 21).

Dall’analisi territoriale emerge un incremento di nove casi mortali nelle Isole (da 50 a 59) e un decremento di 69 casi al Sud (da 211 a 142), di 15 nel Nord-Est (da 167 a 152), di 12 nel Nord-Ovest (da 194 a 182) e di otto al Centro (da 150 a 142). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano la Toscana e la Calabria (+9 casi mortali ciascuna), la Sicilia (+6) e la Valle d’Aosta (+4). I maggiori decrementi, invece, sono in Campania (-29), Abruzzo (-19) e Puglia (-18).

Il calo rilevato tra i primi otto mesi del 2021 e del 2022 è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 694 a 608, sia a quella femminile che passa da 78 a 69 decessi. In diminuzione le denunce dei lavoratori italiani (da 663 a 549 decessi), in aumento quelle dei comunitari (da 24 a 37) e degli extracomunitari (da 85 a 91). Dall’analisi per classi di età, da segnalare l’incremento dei casi mortali tra i 25-44enni (da 155 a 191 casi) e il decremento tra gli over 44 anni (da 587 a 454).

Al 31 agosto di quest’anno risultano 12 incidenti plurimi avvenuti nei primi otto mesi, per un totale di 27 decessi, tutti stradali. Anche nel periodo gennaio-agosto 2021 gli incidenti plurimi erano stati 12, per un totale di 29 decessi, 17 dei quali stradali.

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi otto mesi del 2022 sono state 39.367, in aumento di 2.871 casi (+7,9%) rispetto allo stesso periodo del 2021 (11.606 casi in più, per un incremento percentuale del 41,8%, rispetto allo stesso periodo del 2020, e 1.665 casi in meno, con una riduzione del 4,1%, rispetto al periodo gennaio-agosto 2019).

I dati rilevati al 31 agosto di ciascun anno mostrano un incremento per i primi otto mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2021 nelle gestioni Industria e servizi (+7,6%, da 30.009 a 32.298 casi) e Agricoltura (+9,6%, da 6.135 a 6.723) e una flessione nel Conto Stato (-1,7%, da 352 a 346). L’aumento delle patologie denunciate ha interessato tutte le aree territoriali, a partire dal Sud (+11,5%), seguito da Nord-Ovest (+11,3%), Centro (+8,8%), Isole (+3,8%) e Nord-Est (+2,5%).

In ottica di genere si rilevano 2.448 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 26.639 a 29.087 (+9,2%), e 423 in più per le lavoratrici, da 9.857 a 10.280 (+4,3%). Nel complesso, l’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 33.772 a 36.365 (+7,7%), sia quelle degli extracomunitari, da 1.882 a 2.011 (+6,9%), e dei comunitari, da 842 a 991 (+17,7%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi otto mesi del 2022, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle malattie del sistema respiratorio.

 

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