La CGIL Savona commenta la visita di Giovanni Toti all’ospedale di Cairo di ieri:

“Ieri è stata una giornata a tinte fosche per Cairo Montenotte e per tutta la comunità valbormidese. Da una parte un progetto serio, il nuovo apparecchio per il servizio di radiologia domiciliare, costruito con tanta dedizione professionalità e conoscenza necessario per irrobustire la sanità territoriale della nostra provincia e per realizzare una giusta integrazione tra ospedale e territorio. Dall’altra invece, con l’inaugurazione dell’ospedale di comunità, l’ennesimo schiaffo ad oltre 30 mila cittadini, alle istituzioni locali, ai sindacati e alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto sanità. Si trasforma un ospedale con straordinarie potenzialità in un nosocomio di comunità, declassando la struttura, riducendo servizi, attività e soprattutto potenzialità. Ma soprattutto si racconta, sapendo di mentire, che sia un passo in avanti”.
“L’amministrazione regionale dovrebbe dire quali lavoratori andranno a lavorare in questi nuovi presidi, visto che ad oggi in Asl 2 mancano all’appello oltre 450 lavoratori, anche dopo l’assunzione di oltre 140 operatori sanitari grazie alla firma del protocollo di qualche settimana fa”.
“Fa ancora più male constatare che ancora oggi ci siano amministratori locali valbormidesi che accettino supinamente queste scelte profondamente sbagliate dell’amministrazione regionale, scelte che peggioreranno la salute e quindi la vita di migliaia di cittadini. Lo ribadiamo: è necessario cambiare l’attuale modello socio sanitario con scelte politiche chiare, decise e soprattutto con coerenza, quella che manca a troppi amministratori locali”.





