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Genova (e la Liguria) non sono per i giovani

Genova ( e tutta la Liguria, n.d.r.) non sono posti per i giovani. Lo dice la  ricerca presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento nella quale il capoluogo ligure è al quintultimo posto nella classifica dei capoluoghi italiani per la Qualità della vita dei giovani in peggioramento sull’anno precedente. Il campione preso in esame è quello di giovani dai 18 ai 35 anni. A incidere negativamente, tra le tante voci, la presenza di poche aree sportive, l’età media del parto, la qualità abitativa, gli spazi scolastici e universitari, le opportunità di svago e di lavoro. Agli indicatori ufficiali vanno aggiunti quelli ufficiosi, ossia: una certa mentalità chiusa e poco incline alla novità: si moltiplicano i “No” e le critiche a qualsiasi evento (le ultime in ordine di tempo all’evento delle Frecce Tricolori a Imperia che per alcuni sarebbe stato opportuno cancellare per non spaventare cani e gatti), la poca attitudine all’accoglienza del turista ma anche del semplice cittadino che si vede negare un caffè al bar perchè alle 19.30 la macchina è già spenta, o ai tanti turisti che sbarcano dalle navi da crociera, visitano le città e trovano puntualmente molti negozi chiusi la domenica. Salvo poi, lamentarsi, tutti, della mancanza di clienti o turisti. Le varie campagne pubblicitarie nascondono soltanto la polvere sotto il tappeto mettendo in evidenza le pur belle eccellenze culturali, ambientali e paesaggistiche ma la verità è che c’è molta strada da fare per raggiungere alti livelli di competitività con altre realtà come Toscana, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Puglia. Ovviamente non è corretto generalizzare, esistono esempi virtuosi di disponibilità e attenzione ai giovani  ma sono una…..silenziosa minoranza. Come dire: “Uno su mille ce la fa”, naturalmente senza offesa per nessuno. E poi c’è il problema delle infrastrutture assolutamente vetuste e insufficienti: strade, autostrade e ferrovie andrebbero ripensate e ricostruite, i tempi di percorrenza sono rimasti quelli di 50 anni fa ma su questo è la Politica che deve decidere.

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