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Coldiretti, L’estensione della Cisoa agricola al settore della pesca si è dimostrato in realtà una scatola vuota

L’estensione della Cisoa agricola al settore della pesca, che aveva l’obiettivo di garantire finalmente un ammortizzatore sociale strutturato anche a questo comparto, si è dimostrato in realtà una scatola vuota a causa dell’esclusione dei vari periodi di fermo pesca dalle causali.

E’ quanto afferma Impresapesca Coldiretti nel denunciare la sostanziale inutilità dello strumento introdotto dalla legge di Bilancio per il 2022.

Le imprese sono gravate di ulteriori costi, ma nulla in concreto cambia per il sostegno al reddito dei lavoratori. Peraltro la contribuzione, in assenza di previsioni ad hoc, è calcolata sulla base dell’aliquota dovuta per gli operai agricoli ed è a carico delle imprese a partire da questo mese.

“E’ fondamentale convocare quanto prima un tavolo di confronto richiesto dalle parti sociali con Ministero del Lavoro ed Inps –afferma Daniela Borriello, responsabile Impresapesca Coldiretti Liguria- Bisogna definire, a livello nazionale, tutti gli aspetti ancora mancanti per una vera e giusta applicazione della Cisoa al settore della pesca, tanto per le imprese quanto per i lavoratori. E’ uno strumento essenziale e che abbiamo più volte richiesto ma che se non viene adattato alle peculiarità del comparto diventa di difficile o addirittura errata applicazione; per questo ci auguriamo quanto prima di essere ascoltati, la Cisoa deve diventare un aiuto per le imprese di pesca italiane in un momento in cui sono già in difficoltà a causa degli strascichi della pandemia”.

“E’ una situazione insostenibile per le nostre imprese di pesca liguri, -affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa- servono al più presto strumenti che sostengano lavoro e reddito e portino a una ripresa duratura; misure come questa potrebbero contribuire a risollevare il comparto ma se non vengono adeguatamente ponderate rischiano solo di aggravare la situazione. E’ necessario quanto prima un tavolo di confronto: ci si sta giocando il futuro di un comparto vitale per la Liguria e per l’Italia, che però non può più andare avanti sotto queste pressioni ingiustificate”

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