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Savona, i lavoratori ex-Mondomarine scrivono a Mattarella: “Chiediamo un suo intervento che faciliti lo sblocco della situazione illustrata”

I lavoratori ex-Mondomarina hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, preoccupati per la situazione relativa loro futuro. “Durante questi ultimi 3 anni abbiamo lavorato come precari con contratti a termine dovuti alle proroghe temporanee della concessione demaniale concesse dall’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, in attesa della chiusura del fallimento e della relativa gara pubblica per aggiudicarsi le aree di demanio marittimo su cui insiste il cantiere. Dopo 3 bandi di gara, e vari ricorsi al TAR Liguria e al Consiglio di Stato da parte di Aziende concorrenti che hanno contribuito a rallentare notevolmente l’iter amministrativo di assegnazione delle aree, l’Autorità di Sistema Portuale ha finalmente deciso a chi assegnare il cantiere sulla base di un piano industriale che il Gruppo Palumbo ha presentato l’estate scorsa nel rispetto dei criteri contenuti del bando di gara. Investimenti di ristrutturazione delle aree; refitting di mega yachts e barche da lavoro commerciali in campo portuale e marittimo; Realizzazione di nuove costruzioni di mega-yachts; Riassunzione delle maestranze della ex Mondomarine che sono rimaste in carico alla curatela fallimentare in attesa della chiusura dell’iter del fallimento”

“In questi giorni il Comitato di Gestione Portuale si sarebbe dovuto esprimere su quale azienda si sarebbe aggiudicato per 20 anni le aree, con un apposito ordine del giorno e da quanto sa trapelando in modo ufficioso l’aggiudicatario è proprio il gruppo Palumbo. Si tenga conto che la commissione tecnica dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale si è riunita a Palazzo San Giorgio a Genova il 29 dicembre 2020, stabilendo cosi il vincitore del bando di gara”.

“Dopo questa lunga premessa, egregio Presidente, ci vediamo costretti a ricorrere alla sua attenzione perché l’Autorità di Sistema Portuale sta ritardando a formalizzare l’assegnazione in quanto, motivando questo ritardo al fatto che è in atto una crisi di Governo, e che l’attuale Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non può sancire quanto deciso dal Comitato di Gestione Portuale; non solo, a causa di ciò anche se l’attuale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Paolo Emilio Signorini è stato riconfermato, comunque il comitato di gestione andrà sciolto e rinominato. In ultima analisi, noi lavoratori assistiamo letteralmente impotenti di fronte a tutto ciò: come ultimo atto ci siamo recati insieme al Prefetto di Savona Antonio Cananà con la richiesta di un suo intervento a garanzia di una più celere procedura che sblocchi questo stallo che di fatto impedisce al gruppo Palumbo di mettere in atto il piano di investimenti e, cosa principale, di riassumere al più presto tutti i lavoratori che allo stato attuale sono collocati in NASPI (con il paradosso che in questo periodo dell’anno l’attività del cantiere ferve con una presenza notevole di unità da diporto in refitting, e 3 dichiarazioni di costruzione per nuove unità da diporto depositate presso la Capitaneria di Porto di Savona ma ferme al palo)”.

“Abbiamo ritenuto doveroso informarla di questa disdicevole situazione che, usando due assonanze, impedisce agli imprenditori di intraprendere ed ai lavoratori di lavorare e le chiediamo gentilmente, nell’ambito delle sue prerogative, un intervento che faciliti lo sblocco della situazione testé illustrata”

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