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Toti sul nuovo Dpcm: “Sui ristoranti chiesta al Governo una riflessione, chiudere alle 18 non è giusto e non serve a contenere il virus”

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha fatto il punto della situazione a poche ore dalla firma del nuovo Dpcm che prevede nuove chiusure e una ulteriore stretta per tentare di arginare l’epidemia di COVID-19. Lo ha fatto attraverso una diretta Facebook nella quale ha anticipato quello che verrà firmato domani dal Premier Conte. L’attesa è tutta per capire se saranno davvero bar e ristoranti, come prevederebbero le bozze circolate nelle ore scorse, a pagare il conto più salato. Su questo il Governo avrebbe pensato ad una misura draconiana con la chiusura alle 18 di bar e ristoranti, gelaterie e pasticcerie che di fatto azzererebbe e paralizzerebbe l’attività della ristorazione, ma i presidenti delle Regioni hanno chiesto una riflessione più approfondita al Governo: “Abbiamo chiesto una differenziazione di orario – ha detto Toti, perché un bar che lavora fino alle 18 potrebbe così continuare coi suoi servizi, mentre un ristorante che lavora su due turni vedrebbe così preclusa la possibilità di lavorare la sera. Riteniamo questo non sia giusto e non serva a contenere il virus”. Confermate le altre chiusure, quelle di centri commerciali alla domenica e quelle totali per i teatri e i cinema e lo stop alle cerimonie. Sospiro di sollievo invece per coloro i quali temevano la chiusura di regioni, province e comuni: “Sarebbe incontrollabile, resta la forte raccomandazione a spostarsi il meno possibile per motivi che non siano di lavoro o di stretta necessità”.

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