IL TAGLIO CON IL PASSATO

Tornato in sella al suo Savona dopo 33 anni il presidente Enzo Grenno ce l’ha fatta. E’ riuscito, seppur con qualche fatica, a recidere tutti i legami col passato. Un passato fatto di qualche bella conquista calcistica, ma costellato di debiti assurdi ed inconcepibili, soprattutto per la serie D, categoria alla quale come risaputo la vecchia società, oramai sulle soglie del fallimento, ha rinunciato. L’ultimo resoconto conosciuto, il bilancio della stagione 2018-19,  quello firmato da Sergio Sgubin,(succeduto a Roberto Patrassi) lo scorso giugno, ma lasciato in eredità da Cristiano Cavaliere, esponeva circa un milione di euro di passivo. Sconosciuto, ma immaginabile (almeno il doppio), quello della scorsa stagione. A redigerlo ci penserà probabilmente un curatore fallimentare. Poi sarà il Tribunale a mettere la parola fine ad una voragine economica che si protraeva almeno da un lustro. Il nuovo Savona inizierà probabilmente dalla Prima categoria, una specie di Purgatorio per i blasonati colori biancoblu. Con l’aiuto dei suoi tifosi che hanno saputo capire l’impasse calcistica del momento, ora la società, composta finalmente da savonesi, potrà guardare diritto negli occhi una città che fino ad oggi è sempre rimasta lontanissimo. Che sia finalmente l’inizio di una nuova era?

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