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Finale, caso diffida. Il gruppo consigliare “Le persone al centro”: “Spiace che un funzionario abbia scelto la strada di una diffida inoltrata a mezzo del legale di fiducia”

Il gruppo consiliare del Comune di Finale, ‘Le Persone al Centro’ commenta la diffida ricevuta dalla consigliere Cileto. “Almeno dalla Rivoluzione Francese e dalle teorie illuministe ci sono alcune cose che non possono accadere all’interno di un’Assemblea elettiva: non si può accedervi armati ed essa è sovrana”.

“E’ la forza degli argomenti a stabilire i contorni della libertà di espressione ed essa può estendersi fino al limite della verità e della decenza. Come mai sarebbe consentito l’uso della forza per affermare le proprie idee, mai sarebbe possibile impiegare falsi o trivialità per esprimere le proprie opinioni”.

“Il Consiglio comunale rappresenta l’intera Comunità, è il luogo del libero confronto tra le varie idee e sono regole democratiche a stabilire quale di esse debbano prevalere. Tra le regole è prevista anche la presenza di un funzionario, un tempo strumentale ad affermare la centralità dello Stato, deputato a certificare la regolarità delle operazioni e a fornire l’assistenza amministrativa quando essa risulti necessaria. Un consigliere comunale che esprima il proprio pensiero, senza scadere nella falsità o trivialità, ha ogni diritto di poterlo fare liberamente e senza condizionamento alcuno, perché ciò rappresenta l’essenza stessa della Democrazia”.

“Noi eravamo presenti quando il consigliere Tiziana Cileto ha rappresentato la propria posizione richiedendo si tornasse alla redazione in videoscrittura del verbale della Commissione da lei presieduta, in luogo della scrittura manuale, per ragioni legate alla comprensione del testo e all’eventualità di applicare correzioni. Lo ha fatto senza citare persone, senza impiegare un linguaggio offensivo oppure affermando circostanze false. Ha insomma espresso una sua legittima opinione. Spiace che un funzionario possa essersi sentito offeso da un’osservazione così banale, o forse dal breve dibattito che ne è scaturito, ma ancor di più che abbia scelto la strada di una diffida inoltrata a mezzo del legale di fiducia”.

“Un consigliere comunale come dovrebbe interpretare una sostanziale diffida a non svolgere la propria funzione? In uno Stato di diritto il funzionario potrà far valere le proprie ragioni nelle sedi che riterrà più opportune, ma in molti oggi si domandano se il Consiglio comunale potrà mantenere la serenità necessaria per adempiere al proprio ruolo”.

“Spesso abbiamo assistito a confronti anche aspri tra le varie parti politiche, ma mai nel Comune di Finale Ligure si era mai verificato un episodio del genere. Il consigliere Cileto, pur nelle differenze politiche che ci hanno visto avversari nelle scorse consultazioni, in questo caso ha ragione da vendere e siamo pronti a sostenerla in ogni iniziativa che vorrà intraprendere”.

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