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Serie D, interrogativi sul futuro del campionato

Sibilla: “Siamo stati i primi a sospendere le attività dal 23 febbraio

Come proseguirà il campionato di Serie D 2019-2020? Il clima è di forte incertezza, considerato che, ad oggi, tutte le attività restano sospese fino al 3 aprile. In alcune zone d’Italia, con una situazione non di emergenza, forse tra una decina di giorni si potrebbe anche tornare agli allenamenti, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi. Ciò che sembra, invece, molto probabile, è che lo stop delle attività fino al 3 aprile venga prolungato almeno fino al 14: domenica 12, infatti, è il giorno di Pasqua, e pare improbabile che il governo possa consentire tutti gli spostamenti che, una festività del genere, può portare. Lo riporta sul sito Notiziariocalcio.com

Tra gli interrogativi della data di rientro, una cosa è certa: il campionato continuerà. A meno di un clamoroso peggioramento dell’emergenza è da escludere l’ipotesi di una sospensione definitiva dei campionati. Lo hanno detto a più riprese anche i vertici della LND, dall’avvocato Barbiero al presidente Sibilia  Quando? Questo è più complicato saperlo già da ora. Difficile che si riesca a giocare ad Aprile.

Il Presidente della LND Cosimo Sibilla ha affermato a “Il Mattino”: “Non abbiamo rincorso gli eventi, bensì li abbiamo anticipati. Siamo stati i primi a sospendere le attività dal 23 febbraio, cancellando oltre 2mila partite in Lombardia e parte del Veneto per le categorie inferiori e 4 gironi della D.

Adesso è necessario portare avanti le indicazioni delle autorità competenti in attesa che la situazione migliori e ognuno è chiamato a fare la propria parte. Poi quando la diffusione del Covid-19 sarà solo un brutto ricordo, bisogna riprendere a giocare a calcio. Pensate che solo la federazione dilettantistica che rappresento, ogni anno organizza dalle 550mila alle 600mila partite. In D annoveriamo club blasonati, grandi piazze (Palermo, Messina, Foggia, Taranto, Brindisi, Grosseto, Lucca, Prato, Mantova, Forlì, Campobasso, Chieti, Sassari, Latina, ndr) e piccoli borghi. A costo di scendere in campo ogni tre giorni, occorre fare in modo di ricominciare e concludere la stagione agonistica. In sport americani come Nba ed hockey due gare alla settimana sono la regola, non vedo perché da noi non possa essere applicata in via del tutto eccezionale. Quando c’è un imprevisto, di solito ci si adatta. Ed è quel che faremo, se necessario andando anche oltre la deadline del 30 giugno.

Per noi della Lnd c’è anche la questione under che non va trascurata, perché dal primo luglio in linea teorica c’è lo scatto di un anno per il loro inquadramento. Ma un modo per completare la stagione lo troveremo, a tutti i livelli. È la soluzione migliore ci permetterebbe di evitare strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, interpretazioni della normativa, ricorsi e altri inutili strascichi. Quando a parlare è il campo, non c’è altra voce che tenga”.

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