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Coronavirus, cambiano le abitudini e si percepisce la quotidianità in modo diverso

Medici e infermieri in prima linea

E’ una malinconia azzurra come il cielo attraversato dal sole freddo la cui luce illumina solo dubbi e paure seminati dal COVID-19. La quotidianità nell’epoca dell’epidemia che verga la storia di questo anno bisestile e gemello, è la nostalgia di desideri contenuta in una fotografia con i colori della Primavera incipiente che racconta il lento trascorrere del tempo, rallentato nella percezione del suo scorrimento. Siamo rimasti chiusi fuori dalla porta delle frenesie di tutti i giorni, dai ritmi di vita a sette ottavi, dalle agende debordanti di appuntamenti cadenzati che guai a sgarrare. Autobus e treni semideserti, strade piacevolmente percorribili, parcheggi insolitamente disponibili. Viviamo in una prospettiva diversa, è tutto innaturale. Lento. Ciò che di martellante e perentorio è rimasto sono i continui richiami alla corretta condotta per evitare che ciascuno di noi diventi un problema per sè e per gli altri. Eppure esiste un lato B alla litania di numeri asettici e percentuali cupe: il recupero della nostra intimità. Il divieto di contatti fisici ci ha isolati: niente abbracci, baci, strette di mano. Tutti a casa a guardare il mondo scorrere dalla finestra o a riscoprire il piacere della lettura o dell’ascolto di musica o ancora a ubriacarsi di social perchè la comunicazione è tutto. Anche e soprattutto quella virtuale con cui ci si costruisce talvolta un mondo parallelo di evasione dalla realtà. Ogni dramma ha i suoi eroi. Ecco, in tempi di coronavirus sono i medici, paramedici gli oss degli ospedali di tutta Italia, avamposti della serietà in trincea dalla prima ora, mai in ultima fila, generosamente incuranti di rischi, difficoltà, fatica: al servizio degli altri a detrimento di sè stessi. Quanta tenerezza ha seminato la foto dell’infermiera di Cremona che, stremata dalla stanchezza e dalla tensione si è accasciata inerme addormentandosi quasi inconsapevolmente su un tavolo. Le preoccupazioni sono tante. La salute delle persone, l’economia con le ossa rotte e gli interrogativi su come sarà l’alba del giorno dopo, quello #Virusfree. Verrà un tempo in cui tutto questo sarà polvere nei corridoi e ognuno considererà il proprio tempo e quello degli altri come sacro. “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani. Ce la faremo”.

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