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Liguria, aumentano i turisti nei mesi invernali

“Nonostante la stagione balneare rimanga il periodo con la maggior affluenza turistica – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – a prendere sempre più campo, nella nostra regione, è un tipo di vacanza differente

Sono sempre di più i turisti, italiani e stranieri, che, ogni anno, scelgono la Liguria come meta della propria vacanza, con gli arrivi che hanno superato i 4 milioni e mezzo da gennaio a novembre facendo segnare una crescita dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, crescita che piazza la regione in controtendenza rispetto al calo del turismo domestico in Italia, e l’affianca all’andamento mondiale che fa registrare un +4% degli arrivi nel 2019.

È quanto commenta Coldiretti Liguria, su base dati Osservatorio Turistico Regionale, l’analisi della Coldiretti (dati UNWTO) dalla quale emerge che il numero di turisti, a livello globale, ha toccato 1,5 miliardi nel 2019 e che, in Europa, la crescita rispetto al 2018 è stata del 4% con Francia e Spagna che sono stati i Paesi europei più visitati al mondo. In Liguria il turismo rappresenta una voce fondamentale dell’economia territoriale e un settore che sta andando incontro ad una sempre più marcata destagionalizzazione: infatti con un +4% tra febbraio/marzo e +20% registrato tra ottobre e novembre la nostra regione, uscendo dai margini della stagione balneare, viene ormai scelta tutto l’anno grazie alla presenza di  piccoli borghi e offerte turistiche differenti che soddisfano tutti i gusti.  

“Nonostante la stagione balneare rimanga il periodo con la maggior affluenza turistica – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – a prendere sempre più campo, nella nostra regione, è un tipo di vacanza differente, alla scoperta del nostro entroterra e della sua tradizione contadina, oltreché del patrimonio enogastronomico che offre. E per scoprire realmente il territorio, sempre di più sono i viaggiatori che scelgono le strutture agrituristiche grazie alla capacità che hanno di mantenere inalterate le tradizioni alimentari nel tempo con menù locali a base prodotti di stagione a chilometri zero ma anche per l’offerta di programmi ricreativi come l’equitazione, il trekking e attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici oltre a visite in azienda, corsi di cucina o di orticoltura. Ma per tenere il passo e invogliare i turisti a continuare a scegliere la nostra regione è indispensabile sfruttare appieno il nostro potenziale turistico, migliorando gli spostamenti e ridurre l’isolamento di alcune aree oltre ad offrire sempre servizi volti alla reale scoperta del nostro territorio in un’ottica di  turismo sostenibile che crei lavoro e promuova la cultura e le eccellenze locali”. 

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