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Il Comitato viadotto Teiro di Varazze: “Dimenticati dagli ispettori del Ministero”

“Tutto sfumato nelle foschie invernali, ignorato proprio dall’autorità che si deve occupare “per prima” di ogni problema viario e di sicurezza”

Angelo Verrando, portavoce comitato civico viadotto Teiro Varazze ha affermato:

“Poteva essere la volta buona, ha subito pensato qualcuno dei nostri. Il ministero dei Trasporti ha inviato un gruppo di ispettori in grado di individuare rapidamente ogni criticità, ogni problema strutturale e di assetto complessivo dei viadotti della A10 e della A12. Ossia a est e ad ovest di Genova. E ciò in contemporanea ad approfondite indagini all’interno delle gallerie considerate più a rischio. Un programma che ha fatto subito pensare a una decisa presa di posizione della mano pubblica per verificare quanto raccontato finora dai privati, concessionari e non. Finalmente ci siamo, ha detto più di uno, anche tra i più scettici. E’ la sterzata che aspettavamo da anni. Finalmente riusciremo a far comprendere cosa significhi coabitare con una struttura – ossia il ponte in direzione Genova – costruita nel 1957, ristrutturata nel 1980, senza barriere di protezione per quasi l’intera campata, con distacchi continui e altrettanto continui interventi di rapida manutenzione, tra grande preoccupazione per cadute di materiali dall’alto, blocchi di cemento a raffica o un tondino di ferro piombato come una ghigliottina. E finalmente riusciremo a spiegare quanto sia pericoloso – come sotto il ponte in direzione Ventimiglia – riuscire a passare indenni sotto un manufatto che si sta sbriciolando e i rischi dell’assoluta mancanza, anche qui, di barriere laterali di protezione. Insomma: per molti è stata un’autentica iniezione di fiducia” spiega Verrando.

“Giustificata da cosa? E’ stata sufficiente la notizia dell’arrivo di super-esperti dal ministero per far tornare l’ottimismo? E per far fantasticare su lavori, opere di interventi risolutori, imminenti sistemazioni complessive? Incauti cittadini. Sì, in effetti è stato redatto un voluminoso dossier. Riguardante numerosi ponti a Nervi, Recco, Celle Ligure e persino sulla Voltri-Gravellona Toce. Dati di tutto interesse, ora in mano ai vertici ministeriali che, si presume, ora dovranno dire quali provvedimenti andranno presi per garantire sicurezza a chi viaggia e a chi abita e transita nei pressi. E i viadotti Teiro est e ovest di Varazze? Ignorati, dimenticati, spariti da ogni programma di accertamento. La delusione in tutti è cocente. Evidentemente, il difetto di comunicazione deve essere alla base di tanta noncuranza. Certo non sono bastate le continue e accorate segnalazioni degli ultimi mesi, le proteste, pure l’allarme continuo dopo crolli di blocchi e la caduta di materiali vari dalla carreggiata. E sicuramente non sono state sufficienti le segnalazioni preoccupate inviate direttamente al ministero dei Trasporti, corredate da foto e filmati significativi. E neppure le ordinanze del sindaco di Varazze e le sue informative al prefetto di Savona. E neanche le pressanti richieste di intervento alla Società Autostrade Direzione I Tronco, la quale dopo aver iniziato un programma di sistemazione del viadotto Teiro per Genova e qualche intervento d’urgenza sul ponte per Ventimiglia, sembra essersi arenata” continua il portavoce del comitato civico.

“Tutto sfumato nelle foschie invernali, ignorato proprio dall’autorità che si deve occupare “per prima” di ogni problema viario e di sicurezza, ossia il ministero dei Trasporti. A noi che viviamo tutti i giorni sotto questi viadotti, più che chiedersi il perché di un tale trattamento, non resta che la solita, quasi noiosa, domanda: cosa deve accadere ancora per ottenere qualche intervento veramente risolutore dei problemi? E un’altra, anche più grave: ci deve scappare il morto? Domande alle quali ha già risposto un padre di famiglia che vive con moglie e figli lungo il viadotto sud: non ci rimane che organizzare veglie di preghiera, invocando la benedizione del vescovo diocesano. Un buon programma di vita, tutto sommato, per cittadini diventati via via sempre più invisibili ai più. I quali hanno l’unica colpa di abitare ai bordi di viadotti diventati totalmente invisibili a tutti” conclude Verrando.


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