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Il Comune di Albenga scrive ad Alisa e Regione per tutelare i lavoratori del Policlinico di Monza

Il Policlinico di Monza ha presentato ricorso al TAR in merito al bando per l’assegnazione della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo

Il Policlinico di Monza ha presentato ricorso al TAR in merito al bando per l’assegnazione della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo. Tale fatto genera forti preoccupazioni tra cittadini, operatori ospedalieri e amministratori.

Il timore è quello di uno slittamento delle tempistiche per l’affidamento alla gestione privata che dovrebbe riportare la piena funzionalità degli ospedali di Albenga e Cairo e, per Albenga, le inevitabili ripercussioni di tale slittamento per i lavoratori del reparto di chirurgia protesica attualmente gestito dal Policlinico di Monza.

Durante lo scorso consiglio comunale l’Amministrazione ha approvato all’unanimità una delibera volta alla tutela proprio di questi lavoratori, delibera che oggi diventa ancora più importante alla luce dei recenti fatti.

Il Sindaco Riccardo Tomatis sul punto afferma: “Forti della delibera approvata in consiglio comunale all’unanimità riguardo la tutela dei lavoratori del reparto di chirurgia protesica del Policlinico di Monza stiamo predisponendo una lettera che invieremo ad Alisa e alla Regione nella quale chiederemo che venga prorogata la convenzione che il Policlinico di Monza ha per quanto riguarda la gestione del reparto di chirurgia protesica.

Ricordiamo, infatti, che la convenzione, se non prorogata, cesserà il prossimo 22 febbraio e questo avrà una grave ricaduta negativa sul territorio.  Si lascerebbe, infatti, l’intero comprensorio senza un servizio che sta funzionando molto bene, inoltre, favorirebbe la fuga di pazienti verso altre Regioni e tutto ciò comporterebbe una ricaduta negativa anche sulla clinica San Michele che assicura, per convenzione, la fase riabilitativa.

Il secondo aspetto, ancora più importante, è che una 50ina di operatori rimarranno senza lavoro. Una parte di questi ha un rapporto libero professionale, sono quindi a partita iva e non avranno nessuna forma di “paracadute sociale”.

Nella lettera che invieremo a Regione e Alisa chiederemo anche che ci sia una totale reintegrazione, anche futura ed anche nei confronti dell’Istituto Galeazzi, degli operatori che in questi anni hanno dimostrato una grande professionalità.

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