Duccio Forzano, “Colui che tutto move”

La sua biografia “Come Rocky Balboa” raccontata con simpatia e semplicità a Vado Ligure ieri sera

Duccio Forzano ha la capacità affabulatoria degli artisti, lo staresti ad ascoltare per ore senza annoiarti perchè sa coinvolgere e mantenere vivi l’interesse e la curiosità dell’interlocutore con simpatia e semplicità. I saliscendi della sua vita, gli svincoli, le curve a gomito, le discese a precipizio e le salite con pendenze proibitive sono state al centro del racconto della sua vita personale ed artistica nella serata a lui dedicata a Villa Groppallo di Vado Ligure. Ed è perfettamente vero che il suo libro “Come Rocky Balboa” è un semplice pretesto per condividere le tappe di una biografia che sembra uscita da un romanzo e con tanto di lieto fine,

I primi anni a Genova, dove è nato il 17 ottobre 1960, il trasferimento a Savona otto anni dopo e le tante traversìe famigliari che lo portano a responsabilizzarsi già a tredici anni per aiutare economicamente la famiglia con lavoretti precari e mal pagati (ora come allora l’inerzia del mercato del lavoro è rimasta tale), ma con la passione per la macchina da presa e il “vizio” di raccontare la realtà attraverso l’immagine. Da autodidatta. La vita di Duccio Forzano (il vero nome è Carmelo), è stata davvero metaforicamente degna di “Rocky” il pugile interpretato al cinema da Silvester Stallone, uno che le prende me che ad un certo momento le dà, ottenendo la rivincita. Perchè è evidente che la vita non è “un quiz” ma un ring sul quale si scontano dolori e si celebrano gioie.

Scelta, responsabilità e “pancia” nel senso di capacità di assecondare il destino facendo quasi istintivamente la cosa che ci si sente di fare, sono stati la cifra che ha scandito la vicenda personale di Duccio. Tre concetti che sembrano disgiunti ma che sono intimamente connessi perchè ogni scelta comporta una quota di responsabilità che deve riflettere le proprie ambizioni e sogni. E d’altronde il messaggio che emerge dalla lettura del libro è quello di seguire i propri sogni e di metterci tutto: perchè determinazione, voglia, passione e sacrificio sfondano muri, aprono portoni e fanno squillare i telefoni, proprio come è accaduto a fine 1995 quando lo contattò l’entourage di Claudio Baglioni per girare un videoclip. Da quel momento la svolta: l’asperrima salita diventa un’autostrada da correre a velocità folle nel mondo dello spettacolo firmando come regista successi clamorosi con nomi pazzeschi: Fiorello, Fabio Fazio, Roberto Benigni, Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Pippo Baudo, Madonna, U2, Phil Collins (solo per citarne alcuni) e trasmissioni dorate come “Che Tempo che fa”, diversi “Festival di Sanremo” e tutto quello che ancora è di là da venire perchè uno così Dante lo avrebbe certamente definito come colui “che tutto move”.

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