Maurizio Landini Segretario Generale CGIL a Savona: “Questa situazione di area di crisi complessa purtroppo non è solo così a Savona”

Per celebrare i 118 anni della fondazione CGIL Savona

Festeggiati i 118 anni della CGIL a Savona

Savona. “La CGIL ieri oggi e domani sempre con i propri valori tra crisi industriale, innovazione, nuovi opportunità e l’importanza della dimensione europea“, questo è il titolo dell’iniziativa pubblica che la Cgil di Savona ha messo in campo oggi, Martedì 16 Aprile alle 10.00 nell’Aula Magna della Scuola Edile a Savona nelle celebrazioni del 118° anno della nascita della Camera del Lavoro di Savona, fondata l’8 Aprile del 1901 con l’assemblea costitutiva tenutasi al teatro Chiabrera, che vide la partecipazione e l’adesione delle diverse leghe e sindacati di mestiere già presenti sul territorio.

Iniziativa a cui ha preso parte anche il Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini, a cui sono state affidate le conclusioni della giornata dopo la relazione del Segretario Provinciale Andrea Pasa e gli interventi delle delegate, dei delegati e dei segretari di categoria.

Andrea Pasa: “Si sono trattati diversi temi, dall’importanza delle Camere del Lavoro e di tutti le sedi della Cgil sul territorio (oggi oltre 20 in tutta la Provincia), dei valori fondanti la nostra Organizzazione (antifascismo, antirazzismo, inclusione), delle crisi industriali presenti nel nostro territorio (Piaggio, Bombardier, LaerH, Mondomarine), delle opportunità straordinarie per il rilancio economico – occupazionale della Provincia passando attraverso gli investimenti pubblici e privati (Piattaforma Apm di Vado Ligure), Accordo di Programma e area di crisi industriale complessa su infrastrutture materiali ed immateriali, infine quale tipo di dimensione Europea serve a questo Paese a un mese dalle Elezioni Europee del prossimo 26 maggio

Maurizio Landini segretario generale di CGIL ha poi risposto alle domande dei giornalisti presenti.

“La sua presenza qui in una città che sta affrontando tante vertenze aperte, la Piaggio e la Bombardier in particolare su tutti”

“Si, sono previsti due incontri uno il 19 ed uno il 24 di Aprile, sono incontri molto importanti. Per quello che riguarda Bombardier sarebbe molto importante che venisse ritirata la procedura di scorporo perché quella prelude al rischio di uno spezzatino e di un ridimensionamento nello stabilimento, c’è la possibilità, e questo lo deve fare bombardier, di dare le commesse che erano previste ed allo stesso tempo il governo per quello che riguarda invece ferrovie e tutto il resto, potrebbe procedere con una assegnazione di commesse, in particolare per l’alta velocità che permetterebbero di lavorare con lo stabilimento perché ha tutte le competenze per poterlo fare. Per quello che riguarda Piaggio credo che sia importante dire due cose, da un lato che stiamo parlando di una azienda strategica per questo paese, ed in particolare credo che sia importante, visto che il governo ha la possibilità di esercitare l’azione d’oro la deve esercitare. Qui serve un piano industriale serio ci sono le competenze, ci sono le condizioni per poterlo fare, credo che non sia tollerabile questo continuo rinvio di decisioni che in questo caso spettano in prima persona al governo, che può agire anche con riferimenti legislativi che negli anni scorsi sono stati fatti. Questo lo può fare sia perché le risorse ci sono sia perché ci sono le condizioni per definire un piano industriale degno di questo nome che non disperda quelle che sono competenze non solo del territorio, ma competenze nazionali che possono essere utilizzate”.

Sull’area di crisi complessa c’è in corso l’istruttoria che dura sei o sette mesi con questi risultati vuol dire che la norma non va bene e che va rivisto qualcosa. Questa è un’area di crisi complessa ci sono imprese che aspettano i finanziamenti per farla ripartire anche questo è un fallimento del governo”?

“Questo conferma l’assenza di una politica industriale dalle lungaggini molto forti perché questa situazione di area di crisi complessa purtroppo non è solo così a Savona, in Italia abbiamo diverse zone di area di crisi complessa dove sono state presentate offerte e ci sarebbero interessi di investimento che non vengono sbloccate, quindi sarebbe utile in questo caso, visto che qui stiamo parlando tra l’altro anche di realtà industriali che ci sono, perché è singolare che parli di area di crisi complessa per far venire nuove attività e quelle che hai e che potresti sviluppare le fai saltare, quindi siamo di fronte ad una contraddizione sarebbe utile che il governo in tutte le sue funzioni, dal Ministero della difesa, dello sviluppo economico ai Ministeri che sono coinvolti, avessero un momento di confronto comune per ragionare sullo sviluppo del territorio e su come favorire lo sviluppo del territorio. Poi naturalmente qui c’è anche un problema che riguarda gli investimenti che poi i privati in qualche modo devono fare e confermare dentro questo impianto. Credo che queste cose siano anche dentro alle ragioni che hanno portato noi come CGIL. Per stare a febbraio quando dicemmo in modo molto chiaro che le politiche del governo non andavano bene mi pare che sono sotto gli occhi di tutti, il Def addirittura è il governo che conferma che ciò che ha fatto era sbagliato e non funziona e da questo punto di vista, come sapete, nei prossimi giorni sono previste molte altre mobilitazioni sia quello del settore metalmeccanico, ma anche quello della scuola quello della funzione pubblica, i pensionati fino arrivare a una grande manifestazione che noi faremo nel mezzogiorno, ma non perché il problema è semplicemente il mezzogiorno, ma perché il problema è fare ripartire gli investimenti. Quello che lei stava raccontando dimostra come il problema non sono che mancano le risorse il problema è che non c’è un progetto e l’idea di paese di sviluppo e di territorio che deve essere messo in campo per questo noi siamo pronti a mettere in campo qualsiasi iniziativa perché senza gli investimenti il lavoro non lo difendi e non ne crei neanche di nuovo”.

Gianluca Firpo e Anna Falco

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