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Altare, sabato il Museo dell’Arte Vetraria riaccende la fornace

Tantissimi gli eventi di sabato 30 e domenica 31, per i grandi e per i più piccoli

Altare. Sabato 30 marzo in occasione della presentazione del libro “La magia della chimica nei vetri di Altare” e dell’inaugurazione del nuovo allestimento “I vetri da laboratorio e farmacia”, il Museo dell’Arte Vetraria Altarese riaccende la sua fornace per una giornata ricca di appuntamenti per grandi e piccini.     

Nei giorni di sabato 30 e domenica 31 marzo, dalle 14.00 alle 18.00 si potrà vedere la magia del vetro soffiato dal vivo nella fornace di Villa Rosa ad opera della vetraia Elena Rosso.

Sabato 30 marzo alle 15.30 presso la sala conferenze del Museo si terrà la presentazione del libro “La magia della chimica nei vetri di Altare”, edito da Franco Cosimo Panini per la collana “Come nasce. Un viaggio per piccoli curiosi alla scoperta del mondo che li circonda”.
Il volume è nato come progetto realizzato dall’Istituto per lo Studio del Vetro e dell’Arte Vetraria grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’Edizione 2017 del Bando “Luoghi della Cultura”.

Per l’importante occasione il Museo ospiterà una lettura, tratta dal testo presentato, dal titolo “La formula della felicità” di e con Giorgio Scaramuzzino, attore e regista, nonché scrittore specializzato in letteratura per l’infanzia. Il libro è inoltre illustrato da Agostino Traini.

A seguire, sabato 30 marzo, un altro momento dedicato ai più piccoli: il laboratorio creativo “Il piccolo chimico” per bambini e ragazzi dagli 8 anni in su, che si divertiranno a sperimentare le caratteristiche della materia e le sue trasformazioni. Il costo del laboratorio creativo sarà di 5 euro a bambino. Per prenotazioni: 377.5539880 – 019.584734         

Infine, sabato 30 marzo alle 16.30, si terrà l’inaugurazione del nuovo allestimento delle sale del Museo dedicate agli oggetti ad uso chimico e farmaceutico. Per la prima volta si offrirà ai visitatori la possibilità di conoscere i diversi aspetti di questa importante produzione altarese, che raggiunse nel corso del XX secolo altissimi livelli di qualità e di diffusione, e di comprenderne il relativo utilizzo in laboratorio.

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