Genova. Il progetto “Pelagos Plastic Free”nasce dalla necessità di ridurre l’inquinamento marino da plastica per proteggere le diverse specie di cetacei che vivono nel Santuario Pelagos che si estende tra Liguria, Toscana, Sardegna, Principato di Monaco e Francia. L’iniziativa, verrà condotta su tre livelli: ricerca scientifica, governance e sensibilizzazione, ed è condotta da due associazioni: Legambiente e la francese Expédition MED. La parte scientifica consiste nella raccolta di cinquanta campioni di acqua in mare nelle zone di accumulo del rifiuti marini del Mar Ligure e nell’analisi per la definizione delle comunità di organismi presenti; la parte dedicata alla sensibilizzazione punterà all’attivazione di target specifici finalizzata a percorsi didattici e formativi per gli insegnanti delle scuole e iniziative di pulizia di spiagge e fondali. Infine, l’azione di governance punta a creare una collaborazione con tra le amministrazioni locali.
“Tutti gli studi confermano che la cattiva gestione a monte è la principale causa della dispersione dei rifiuti anche in mare. Lo ha affermato Sebastiano Venneri, responsabile del settore mare di Legambiente Nazionale durante la conferenza stampa di questa mattina. “E’ urgente agire in sinergia con le amministrazioni locali, i cittadini e gli operatori del mare sensibilizzando e diffondendo pratiche virtuose in tema di rifiuti plastici”.
La plastica, infatti, rappresenta tra l’80 e il 90% dei rifiuti dispersi in mare e sulle coste e gli impatti sulla fauna marina e sull’uomo posso essere rilevanti.

“La frammentazione dei rifiuti plastici , spiega Tosca Ballerini, coordinatrice del programma scientifico Expédition MED, è la prima fonte di produzione di microplastiche impossibili da quantificare e rimuovere. L’inquinamento da plastica preoccupa molto, vista la presenza di questo materiali nei mammiferi marini, pesci e cozze di cui si nutre l’uomo”.
Il progetto è finanziato dal Segretariato Pelagos Plastic Free con la partecipazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, del Parco Nazionale delle Cinque Terre, autorità costiere, aree protette, associazioni dei pescatori, università istituti di ricerca, scuole, turisti, sub, volontari e soggetti privati.





