Attualità Sport

Sport come contrasto al bullismo: un convegno a Savona

Savona. Sportivi, allenatori, ex insegnanti di educazione fisica, dirigenti del Coni, psicologi e medici, si sono interrogati oggi sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nell’ambito dello sport. Lo hanno fatto nel pomeriggio in sala rossa dando vita al convegno: “Lo sport come contrasto al fenomeno del bullismo”.
 
 
Libertas, Unus, comitatIlao provinciale del Coni, Comune di Savona,Comitato italiano paralimpico, Panathlon international, associazione nazionale atleti olimpici e azzurri d’Italia i partner della giornata di studio e confronto che ha visto anche la partecipazione dei giornalisti come corso di approfondimento fatto proprio dall’Ordine regionale.
In prima fila il sindaco Ilaria Caprioglio che non solo ha rivolto un saluto alla folta platea, ma ha anche analizzato il problema del difficile rapporto tra bullismo, formazione e sport nel nostro tempo. “Lo sport – ha detto il sindaco – riveste un grande rilievo e un grande influsso sociale specie in riferimento alla formazione dei giovani. Purtroppo si stanno facendo strada alcuni costumi poco costruttivi ed edificanti. Una competizione smodata tra bambini e ragazzi nelle società sportive che spesso sfoca nella pura cattiveria e un desiderio altrettanto smodato dei genitori dei ragazzi che li vorrebbero tutti campioni. Questo crea forti stress sia nei ragazzi più dotati per le attività sportive e sia per coloro che, meno bravi, vengono messi da parte”.
Tra le riflessioni della quattro ore di studio e approfondimento sul tema, spicca quella della psicologa Maura Montalbetti che ha parlato del caso dell’adolescente novarese Carolina Picchio mostrando anche parte del video girato da Federico Burgia, un video che ha commosso l’Italia e non solo e che ha fatto emergere tutta la dinamica del disagio dei giovanissimi e dei maltrattamenti, insulti e persino istigazioni al suicidio che spesso si infliggono tra loro anche e sopratutto sul web.
“Bulli e vittime del bullismo sono purtroppo entrambi espressione di un profondo disagio. Entrambi subiscono carenze affettive e di inserimento nella comunità sociale o scolastica. Entrambi chiedono attenzioni che spesso non ricevono all’interno della società e non sempre le associazioni e i soggetti sportivi sono capaci di rispondere a queste istanze. Insulti, attacchi di vario tipo non portano da nessuna parte e di casi del genere ne ho visti davvero tanti in 22 anni di attività”.
Interventi di spessore sono stati anche quelli del sociologo dello sport Felicino Vaniglia, del delegato provinciale del Coni Roberto Pizzorno che ha puntato la sua attenzione sulla formazione e la preparazione di allenatori e dirigenti sportivi nell’affrontare i casi di bullismo e del medico Renato Giusto che ha messo al centro la necessità che ritorni un progetto educativo da parte delle famiglie dei ragazzi.
Il problema del bullismo e dei danni che può causare è stato affrontato anche sul piano della legalità e giudiziario. L’incontro era moderato dalla collega Laura Sicco.

Informazioni sull'autore del post