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Il ponte sul rio Molinero a Legino

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Il ponte sul Rio Molinero

Seminascosto in mezzo agli edifici di via Nizza, piรน o meno di fronte a villa Zanelli, si erge questo antico ponte, vecchio di oltre quattrocento anni. La struttura, a cui si puรฒ accedere mediante un cancello pertinente al n. 44 di via Nizza, era fino a pochi anni fa collegata al pastificio Peluffo. Sotto l’arcata del ponte scorrono le acque del Rio Molinero, anche conosciuto col nome di Ritano dei Mulini e, in dialetto, โ€œu Muinรจโ€, proveniente dalle alture di Legino. Il ruscelletto trae il suo nome dallโ€™esistenza, in epoca medievale di uno o piรน mulini esistenti lungo il suo corso (lโ€™esistenza di un mulino in questa zona รจ ricordata da un atto del 1468).La โ€œvillaโ€ di Legino, situata alle spalle del borgo delle Fornaci, si stendeva in parte in pianura e in parte in collina. Secondo unโ€™ipotesi avanzata in anni passati, il nome della localitร , Legino, deriverebbe dal termine ยซloghรฌnยป, indicante la presenza di โ€œpiccoli laghiโ€: anticamente, infatti, le terre poste in prossimitร  dei torrenti Molinero, Galletto e Quattro Stagioni che percorrono questa zona sarebbero state caratterizzate dalla presenza di acquitrini e vaste zone paludose. Tra la fine dellโ€™etร  romana e gli inizi dellโ€™alto Medio Evo lโ€™area di Legino fu gradualmente bonificata e le paludi scomparvero. Col tempo tutta la zona venne progressivamente occupata da case, ville, torri e piccole cascine rurali; numerose erano anche le torri medievali esistenti in quella zona, poste a guardia delle ville signorili.
In prossimitร  della foce del rio Molinero, sulle sue sponde, in epoca medievale sorse una piccola contrada, caratterizzata dalle abitazioni rurali di contadini e pescatori.
Il ponte fu fatto edificare nel 1583 da Stefano Centurione, a quel tempo Podestร  di Savona.
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Sulla sua sommitร  รฉ collocata una lapide in marmo, delle dimensioni di cm 39 x 58,5, sormontata da un’altra piccola lapide recante la scritta SPES NOSTRA SALVE.
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Al centro di essa, in alto, รจ ancora visibile l’arma accartocciata del Comune di Genova. La superficie della lapide รฉ piuttosto consumata, a causa dell’azione corrosiva del salino.
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Vi si puรฒ comunque ancora distinguere un’antica iscrizione commemorativa dell’erezione del ponte, in capitale epigrafica onomastica elegante. L’iscrizione subรฌ la cancellatura di due parole della seconda e terza riga, abrasione che fu realizzata al tempo della Repubblica Democratica Ligure, alla fine del Settecento. Essa cosรฌ recita:

PUBLICAE COMODITATIS DESIDERIO

[ILL(USTRISSIMUS)] STEPHANUS CENTURIONUS, SA

VON[AE GUB(ERNATOR)] P(R)O TEMP(ORE) HU(N)C AERE PUB(LI)CO FA

CIE(N)DUM CURAVIT AN(N)O D(OMINI) MDLXXXIII

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Sarebbe auspicabile (รจ una nostra modesta proposta), nellโ€™immediata prossimitร  del ponte, la collocazione di un piccolo cartello recante alcune informazioni di carattere storico: sarebbe un primo passo per cercare di valorizzare una struttura che, ormai, ha compiuto la bella etร  di 434 anni.
Giuseppe Milazzo

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