Economia

Vendita Ilva. Il segretario ligure Uil Ghini invita il governo ad agire

Genova. Forte richiamo ad un rapido intervento del governo nella vicenda della vendita Ilva, è stato lanciato in queste ore dal segretario generale della Uil ligure Mario Ghini. In un lungo comunicato Ghini afferma:
“Leggere sulla stampa che nessun lavoratore Ilva sarà lasciato a casa, e che, a detta dei Ministri della Repubblica italiana, non ci saranno perdite di posti di lavoro, è un’offesa all’intelligenza delle persone serie e dei lavoratori. Come si fa a sostenere questa teoria quando il piano industriale presentato dalla cordata vincente parla di passare dagli attuali  14.220 addetti di oggi ai 9.407 di domani e addirittura a 8.480 nel 2024. Se queste non sono perdite di posti di lavoro,  i Ministri ci dovrebbero spiegare di che cosa si tratta.
Per Ilva dovremmo chiedere una consulenza a Macron perché se il Governo italiano si comportasse come si sta comportando in questi giorni il Presidente della Repubblica francese sul caso Fincantieri, oggi – probabilmente – non parleremo di esuberi nel Gruppo Ilva, ma di sviluppo e nuova occupazione.
È assurdo pensare che l’Italia svenda la nostra industria pesante invece di svolgere un ruolo di salvaguardia per un settore considerato da tutti, o almeno così dovrebbe essere, strategico per il sistema paese.
 E non vengano a dirci che i lavoratori in esubero saranno coinvolti nei lavori di ambientalizzazione perché anche questa è l’ennesima bufala: queste attività non sono di carattere continuativo, ma di una durata massima di 3-4 anni. E poi che cosa succede se non il licenziamento?
Qui sorge spontanea la domanda: perché l’Italia, che è il secondo paese produttore di acciaio, non protegge questo settore che è strategico è indispensabile sia per tutta l’industria nazionale che  per la ripresa in generale? Forse perché nelle mere logiche di potere non dobbiamo essere di intralcio alla ripresa tedesca che oggi è quella realtà che avrebbe tutto da guadagnare sul fallimento in Italia del settore siderurgico? E se dopo la Lucchini ci mettiamo anche l’Ilva, appare chiaro che questa classe politica sta dando una grossa mano ai tedeschi. A pensare male, purtroppo, spesso ci si azzecca.
Come Uil ritengo necessario che i Ministri liguri battano un colpo chiaro e forte e  che dicano come la pensano, che difendano il nostro tessuto industriale e che prendano posizione all’interno del Governo per ribadire, a partire dalla garanzia della validità dell’accordo di programma del 2005, la salvaguardia e la strategicità di Genova e della Liguria nella produzione di acciaio in Italia, lasciando perdere rassicurazioni che sono solo di facciata e non hanno nessun vero fondamento”.

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