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Breve storia del calcio, seconda puntata: medioevo ed epoca moderna

Nell’Inghilterra del tardo Medioevo l’arpasto divenne un gioco molto popolare. Esso conservò la sua carica di violenza specie nello hurling, una delle forme più diffuse di mob football.
Nello stesso periodo, la Francia e in particolare la Normandia recano traccia di un gioco chiamato Soule Anche in questo gioco la forza dei contatti e la potenza di calcio erano gli unici requisiti richiesti ai protagonisti nelle furibonde battaglie che si svolgevano, di solito, nei giorni di festività.
Le caratteristiche violente di questi giochi costrinsero le autorità francesi ed inglesi ad imporre delle limitazioni al gioco. Nel 1314 lo hurling venne proibito, in entrambe le sue forme, da re Edoardo II.
Anche a Parigi nel 1397 fu imposto che il gioco della palla fosse praticato solo nelle domeniche per evitare l’originarsi di incidenti.
Nel tardo Medioevo tra gli europei era ampiamente diffusa la pratica di giocare a calcio sia nelle campagne che nelle piazze di villaggi e città, specie nei giorni di festa, nei quali le pratiche ludiche venivano inserite in una cornice teatrale dove allo spettacolo dello ′scontro giocato′ si aggiungevano le primordiali forme di tifo da parte degli spettatori.
La rapida affermazione di questi giochi nelle società del tempo, la loro diffusione territoriale, e la lenta ma progressiva limitazione della violenza portarono, nel corso degli anni, ad una progressiva tolleranza delle pratiche ludiche da parte delle autorità pubbliche, come sarebbe avvenuto nel 1617 in Inghilterra, quando Giacomo II avrebbe fatto cadere ogni divieto al gioco con la celebre Declaration of sports.

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