Cultura e Spettacoli Savona

"Cronache criminali savonesi 1895-2015", il libro di Roberto Nicolick

Savona. S’intitola “Cronache criminali savonesi 1895-2015”. E’ il libro scritto dal savonese Roberto Nicolick.
“Ogni città ha i suoi angoli bui, i suoi delitti, i suoi omicidi spesso insoluti, Savona ovviamente non fa eccezione. Attraverso una rilettura ragionata e analitica di centinaia di articoli di cronaca nera, quella che appunto racconta la violenza e il sangue, di Caino e soprattutto di Abele e anche dei protagonisti in prima linea contro il crimine cioè degli inquirenti, poliziotti e carabinieri che con acume investigativo hanno indagato, ho raccolto un significativo numero di casi, un centinaio circa, avvenuti dal 1895 sino ai giorni nostri e li ho raccolti un saggio”, dice l’autore.
Casi che offrono anche uno spaccato della società di Savona e dell’hinterland savonese, dall’analisi emergono odio, passioni proibite, femminicidi, trasgressioni inconfessabili, liti per questioni di denaro, armi da fuoco usate con disinvoltura ma anche armi improprie come bastoni, mazze, martelli, roncole ed accette ma anche omicidi effettuati a manu nude come nel caso di piccolissime vittime inermi battute contro il pavimento o il muro della abitazione. A parte le metodologie criminali e i fatti raccontati nella loro crudezza, i veri protagonisti a cui dedico il mio ultimo lavoro letterario, sono coloro che hanno perso il bene più prezioso, la vita: Albertina e Franco crivellati da una pistola di grosso calibro, Alberto misteriosamente sparito e mai ritrovato, Angela strangolata e poi ritrovata in uno sgabuzzino, Donatella la prima trans di Italia assassinata nel suo appartamento, Angela morta dissanguata per una violenta coltellata, omicidi mascherati da suicidi, stragi per questioni di interesse territoriale, stragi politiche, omicidi eccellenti, Armando ucciso dal rivale in amore in una torbida storia di sesso, Cesare ucciso in un delitto passionale compiuto in un piccolo paesino pedemontano che balzerà alle cronache nazionali, Cristina la gioielliera strangolata nella sua gargonniere e il cui omicidio non ha tuttora responsabili, la donna ignota trovata incaprettata, l’uomo trovato senza testa giù da un dirupo dal salto del lupo, Luisa la giovanissima pastorella uccisa a pietrate dal giovane a cui ella resistette, Monica e Giorgia le due ventenni assassinate a Campo Chiesa da un giovane Marocchino, e poi Stela, Isabella, Laura, Ljudmila, Maria e Rosina, giovani e belle ragazze che conducevano una vita pericolosa e uccise in questo contesto, da assassini psicopatici o macinate da killer di clan criminali che lottavano per dominare il mercato della prostituzione. Finisco la carrellata molto incompleta, con un nome, Tullia, una giovane imprenditrice del Milanese, rapita e segregata in un appartamento di Savona a poche decine di metri dalla caserma dei Carabinieri, la sua vita, una volta liberata sarà per sempre segnata.
Dopo aver letto centinaia di articoli di nera e dopo averli raccolti e sviluppati, la riflessione che mi balza alla mente è questa: il crimine non paga ma purtroppo crea una montagna di sofferenze alle vittime dei criminali.

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