Politica

Il Pd vadese ospita Anna Giacobbe su lavoro e "agenda sociale"

Vado Ligure. Cosa offrirà di buono la dichiarazione di crisi per area complessa per il Savonese? Come trovare criteri di giustizia per agganciare alla pensione quanti sono stati allontanati in base alla legge Fornero? Sono queste e altre tematiche sociali, quelle discusse lunedì sera a Porto Vado, su proposta del Pd savonese e alla presenza della parlamentare Anna Giacobbe.
La deputata, in riferimento alla serata, ha dichiarato in una nota: ” La creazione di lavoro, più giustizia per chi non riesce ad andare in pensione dopo la “Fornero” e il contrasto  alla povertà devono fare parte di una precisaagenda sociale”, che connoti l’azione del Governo ed il profilo politico del Pd” afferma la Giacobbe..
“La ripresa della crescita economica è ancora troppo lenta – prosegue – la situazione internazionale molto complicata: occorrono scelte per accelerare quella ripresa e soprattutto trasformarla in lavoro, in ricchezza da distribuire in modo più equo e quindi più utile a dare a sua volta impulso ai consumi, alla domanda interna, ecc. Di questo si occuperà la discussione sulla legge di bilancio: la bozza contiene molti elementi utili; su altri occorre ragionare ancora. Ma non dobbiamo sottovalutare quello che si sta facendo per destinare alle pensioni, per un verso, e alla lotta alla povertà per l’altro, una quota importante di attenzione e di risorse, per recuperare ritardi ed errori molto gravi.
Il lavoro non si “crea”, non si inventa: anche gli incentivi alle assunzioni hanno limiti evidenti. Serve che si avviino o si sviluppino attività produttive e di servizio in cui impiegare le persone e in grado, per le loro caratteristiche, di garantire a quelle persone un lavoro “decente”.
Tutto questo ha a che fare con il riconoscimento di “area di crisi industriale complessa” per i territori della valle Bormida, Vado e Quiliano, Villanova d’Albenga
Nel savonese è accaduto che all’arretramento generale dell’economia che dura da anni, con numeri impressionanti di posti di lavoro persi, si siano aggiunte, in tempi coincidenti, le crisi di tre imprese rilevanti, anche se molto diverse tra loro: Tirreno Power, Piaggio e Bombardier.
Questo ha reso necessario poter disporre di uno strumento di carattere straordinario per affrontare una situazione che con i mezzi ordinari non avrebbe potuto essere recuperata. Ed è per questo che abbiamo chiesto di essere riconosciuti come area di crisi industriale complessa, e di attivare gli interventi, le procedure, i soggetti previsti in questi casi”.
La Giacobbe conclude: “Abbiamo ottenuto un risultato, non scontato e in tempi molto rapidi, per ragioni che vanno ricordate:
una iniziativa sindacale, di movimento dei lavoratori, molto forte, l’intervento delle istituzioni e l’impegno di associazioni delle imprese, che hanno tutte quante individuato un obiettivo comune, ben preciso
non abbiamo rinunciato, prima ancora di provare, ad un traguardo ambizioso, buttando il cuore oltre l’ostacolo anche quando molti ci dicevano che non ce l’avremmo mai fatta
il Governo ha scelto davvero di occupassi dell’area savonese: e quindi aveva bisogno anche di aiutare se stesso, per affrontare con strumenti più forti i nodi che sono sui suoi “tavoli”.
 
 
 

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