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Ecco perché il Pd di Albenga ha sbagliato a non intitolare una strada a Oriana Fallaci

Viviamo tempi disgraziati. L’intelligenza e la cultura sembrano aver abbandonato i luoghi della politica. L’equilibrio e il buon senso non stanno più di casa nei palazzi comunali e neppure nelle riunioni di quartiere.
Tutto viene strumentalizzato. Dall’accoglienza ai profughi, all’intitolazione di una via.
E il bello è che, a strumentalizzare le cose, sono indistintamente politici di destra e di sinistra.
Il caso di Albenga e della mancata intitolazione di una strada a Oriana Fallaci fa riflettere.
Da un lato il centro-destra avanza la proposta, ovviamente provocatoria.
La Fallaci – grande scrittrice e immensa giornalista – è oggi, purtroppo, nell’opinione comune legata quasi unicamente alle sue ultime (peraltro lucidissime) invettive anti-islamiche.
Dall’altro lato il centro-sinistra (ovvero il Pd), in modo altrettanto provocatorio, dice che la Fallaci è divisiva e che sarebbe meglio pensare a Rita Levi Montalcini.
Il centro-sinistra, ancora una volta, ha perso una grande occasione: quella di spiazzare il centro-destra.
Sarebbe stato sufficiente dire di sì all’intitolazione e spiegare che la Fallaci è stata, come tutte le persone non analfabete ben sanno, una delle figure di intellettuale più influenti e importanti del Novecento.
Avrebbe fatto, il Pd, un’operazione politica e culturale di altissimo profilo, avrebbe suscitato un sano dibattito sulla città di oggi e avrebbe mostrato quel coraggio che manca dai tempi di Angioletto Viveri.
Invece niente. Ha prevalso lo sgambetto, lo sberleffo, il muro contro muro, la provocazione da una parte e dall’altra.
Dunque, nella città dove si può percorrere una lunghissima via Ernesto “Che” Guevara non si potrà camminare in via Oriana Fallaci.
Con buona pace dell’intelligenza, di Angioletto, della Fallaci, della Montalcini e pure di “Che” Guevara.

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