Economia

Brexit, Luciano Pasquale: "Aspettiamoci turbolenze sui mercati"

Savona. Anche l’economia savonese in difficoltà netta da anni a livello economico teme la Brexit, ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea decretato dal referendum di due giorni fa. Una analisi su cosa potrebbe accadere sul nostro territorio prova a farla il presidente della camera di commercio Riviere di Liguria Luciano Pasquale.
Il numero uno dell’ente camerale e presidente della commissione di monitoraggio economico del Savonese per Carige è più preoccupato per le ripercussioni di carattere politico rispetto a quelle di carattere economico anche se, nel breve e medio periodo non esclude che l’Italia, come altri Paesi europei possa essere investita da una serie di turbolenze sui mercati finanziari.
“Le prossime settimane – afferma Pasquale – saranno decisive per capire come Brexit possa incidere sulla struttura economica non tanto e solo del Savonese quanto del Paese Italia nel suo complesso. Dovremo prestare molta attenzione ad eventuali impennate dello spread tra tassi italiani e tedeschi e su perdite che ci auguriamo non siano troppo consistenti dei vari titoli quotati. Solo al termine di queste settimane di sperimentazione, se così possiamo chiamarla, potremo valutare i danni che eventualmente ne saranno derivati e sopratutto se le turbolenze e le speculazioni saranno state solo un fenomeno passeggero o se invece sono e saranno un fatto strutturale”.
Detto questo Pasquale non pensa che gli effetti su Italia e Savonese saranno poi tanto disastrosi ma teme comunque un effetto domino sul piano politico:
“Savona non esporta granché in Gran Bretagna, ci può essere un pò di preoccupazione per il settore del turismo anche perché gli inglesi frequentano le nostre spiagge e i nostri alberghi, tuttavia c’è più da temere, quando la Brexit tra due anni sarà esecutiva gli inglesi come competitor sul piano dell’accoglienza turistica in casa loro. Con una sterlina svalutata potrebbero crearci qualche difficoltà. Anche se, alla fine, penso che a perderci per questa uscita siano solo loro. Sul piano politico la questione mi appare più delicata. A mio avviso infatti altri Paesi europei potrebbero decidere di seguire la scelta degli inglesi e in questo caso sì l’Europa potrebbe essere in pericolo”.
Londra però è una piazza finanziaria di caratura internazionale, la porta fino ad oggi dell’economia europea.
Pasquale risponde: “Sì è così. I mercati cinese e giapponese fino ad oggi hanno bussato alla porta d’Europa rivolgendosi proprio alla City londinese e lì hanno sempre veicolato i loro investimenti. Bisognerà capire questo cambio di scenario cosa potrà comportare”.

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