Vado Ligure. Si preannunciano intensi i prossimi giorni per la centrale Tirreno Power di Quiliano – Vado, a seguito del tavolo romano dello scorso 16 giugno ma sopratutto a seguito della decisione da parte del gruppo di abbandonare le produzioni a carbone nel sito savonese.
Già domani a Roma si incontreranno, per fare il punto della situazione e forse analizzare un possibile piano industriale, sindacati e azienda, ma un altro appuntamento importante sembra essere quello fissato per lunedì prossimo alle 15.30, all’Unione industriali di Savona dove la società Vertus incaricata di una consulenza da patte di Tirreno Power, dopo aver eseguito sopralluoghi e valutazioni sulle aree del sito vadese, ne comunicherà gli esiti attraverso una relazione che, escludendo la parte che ospita i gruppi a carbone sotto sequestro, dovrebbe esprimere un quadro delle attività alternative che vi si potrebbero insediare.
Poi, martedì 28 giugno dovrebbe anche essere la volta di un altro sciopero dei dipendenti di tutti i siti produttivi del gruppo, quindi non solo Vado, ma anche Civitavecchia e Napoli. Al centro della protesta ancora una volta le questioni occupazionali e per Vado in particolare il destino di 200 lavoratori la cui cassa integrazione scade il prossimo settembre. In realtà il passaggio del 28 non è ancora sicuro e non è escluso che possa essere posticipato.
Infatti nei giorni scorsi il Mise, il ministero dello sviluppo economico ha fissato per il 4 luglio un incontro ad hoc su Tirreno a Roma. Di conseguenza Rsu e sindacati ai vari livelli potrebbero decidere di rimandare l’agitazione per capire cosa possa emergere dal vertice romano. Intanto si attende che la Regione deliberi l’istanza di stato di crisi per il Savonese da inviare all’esecutivo. Da questa non solo dipendono futuri investimenti sul territorio ma anche i futuri ammortizzatori sociali per Tirreno e altre realtà in crisi in vista poi di un possibile rilancio economico.





