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Ugo Russo commenta a RSVN.it la vittoria di Vincenzo Nibali al Giro

Savona. Ciclismo e radio sono la cifra di un romanticismo mai passato di moda. Benchè rievochi un’Italia arcaica e croccante, anche oggi nell’era 2.0 il connubio tra sport e parola riesce ancora ad emozionare. Naturalmente, riveduto e corretto in virtù della tecnologia che progressivamente si è manifestata ed imposta sottoforma di smartphone, i-phone ed internet; il ciclismo raccontato alla radio continua a conservare un fascino e una forza attrattiva profonda e genuina.
A poco più di ventiquattr’ore dal congedo del 99° Giro d’Italia, Ugo Russo, celebre voce radiofonica di Tutto il calcio minuto per minuto, cronista di quasi cinquemila eventi sportivi ed aedo di diversi Giri commenta a RSVN.it la vittoria di Nibali.
Buongiono Ugo. Il successo di Vincenzo Nibali è stato quasi insperato: una sorta di colpo di scena.
” Siamo davvero tutti felici per la vittoria di un italiano  e naturalmente per Nibali. E’ stata una vittoria inattesa ad un certo punto del Giro, Vincenzo ha corso alla grande soltanto due tappe su ventuno totali dando una vera e propria prova di forza che gli è valso il successo a Sant’Anna di Vinadio. Lì ha espresso una forza incredibile grazie anche alla sua squadra.
Per come ha pedalato dopo le difficoltà dell’Alpe di Siusi e Andalo si è rivelato un atleta in gran spolvero ed in netto recupero che potrà dire la sua anche al Tour e alle prossime Olimpiadi. Resta, tuttavia, il livello tecnico generale della manifestazione davvero basso. Tra l’altro durante le varie tappe si è assistito ad una nuova strategia che mai prima d’ora avevamo conosciuto ossia il corridore con un largo vantaggio lo fanno aspettare e quindi trascinare il capitano. Aldilà di ciò, se pensiamo che sul podio è salito anche Valverde che ormai possiamo considerare quasi un ex, considerata la sua età (ha 36 anni n.d.r.) appare evidente che c’è stata una qualità piuttosto bassa. Per regolarità avrebbe meritato la vittoria l’olandese Kruijswijk che per cinque giorni consecutivi ha indossato la Maglia Rosa e a cui va un plauso per come, malgrado tutto, ha resistito al dolore fisico dopo la rovinosa caduta. Ecco, il giro si è proprio deciso in quel momento”.
Soprese e delusioni.
“La sorpresa è stata sicuramente Kruijswijk e direi anche il Costaricense Amador. Vedere un atleta proveniente da un paese non tradizionalmente “forte” come la Costa Rica disputare un buon giro è stato piacevole. Tra le delusioni o comunque tra i corridori ormai in fase discendente sicuramente inserirei Damiano Cunego che comincia ad essere avanti negli anni,  lo stesso Valverde, Pozzovivo che ad un certo punto si è defilato. Rafal Majka, il ciclista polacco della Tinkoff si è reso protagonista di un episodio curioso. Nella penultima tappa (con arrivo a Sant’Anna di Vinadio, n.d.r.) ha fatto lavorare tantissimo la sua squadra in quelle salite durissime poi nell’ultima salita, quella deicisiva, quando si è trattato di piazzare lo scatto giusto si è staccato. Non oso pensare ciò che i suoi compagni gli avranno detto in albergo!”.
Secondo te il ciclismo italiano sta attraversando una fase di crisi?
” Se leggo la classifica vedo che sul podio è arrivato un solo italiano. L’Italia del ciclismo non si imponeva dal 2013 (vittoria di Nibali, n.d.r.) ed ancora prima dal 2010 (vittoria di Basso con Nibali terzo). Non esiste una scuola vera e propria, certamente Olanda, Belgio, Spagna hanno espresso e stanno esprimendo talenti importanti in uno sport in cui oggi più che in passato conta moltissimo la preparazione fisica più che la tecnica. Anche l’Italia, ovviamente, resta tra le tradizioni più solide ed importanti della storia del ciclismo e come ricordavo prima, anche paesi emergenti come la Costa Rica possono trovare spazio”.
Infine, Ugo, ricordi qualche aneddoto di cui sei stato protagonista durante le tue dirette dal Giro d’Italia per RadioRai?
“Nella mia carriera ho seguito da testimone diretto tre Giri d’Italia, di altri mi sono occupato attraverso vari servizi.  Nel 2001 raccontati, ad esempio, l’irruzione dei NAS nelle stanze degli hotels di Sanremo dove erano alloggiati i corridori. Ricordo nitidamente gli agenti che uscivano dagli alberghi con le pattumiere piene di siringhe, i corridori che fuggivano per non farsi trovare, uno di loro addirittura cercò di salire su una palma per non farsi prendere. Il giorno dopo si sarebbe dovuta correre la tappa Imperia-S.Anna di Vinadio che fu annullata. Quella notte con i colleghi lavorammo fino alle 4.30 del mattino”.
 

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