Politica

Dai Cinque Stelle no ai sottosegretari

Genova. Anche i Cinque Stelle contrastano la decisione del governatore Toti di istituire i sottosegretari nella giunta regionale. Indicando anche nel Pd, sull’argomento, una doppia morale. Ecco l’intervento dei consiglieri Alice Salvatore e Marco De Ferrari.
“Ancora una volta Toti non perde occasione per trasformare i cittadini liguri nel suo bancomat personale e in commissione spinge sulla sciagurata proposta dei 3 sottosegretari. Costo dell’operazione stimata: quasi 900mila euro nell’arco dell’intera legislatura. Soldi che si vanno ad aggiungere al milione di euro circa che ci è costato il rimpastino del Consiglio regionale dell’ottobre scorso”.
Proseguono i due consiglieri: “Siamo di fronte all’ultima puntata di un governatore incoerente che in campagna elettorale promette una lotta senza quartieri agli sprechi della politica e poi, in meno di un anno, mette insieme una serie imbarazzanti di nomine, aggiunge due consiglieri di cui non si sentiva minimamente il bisogno e, dulcis in fundo, vota a favore di tre nuovi sottosegretari a carico dei cittadini.
È verosimile che sette assessorati siano pochi per gestire al meglio la macchina regionale, ma in questo momento storico è plausibile parlare di cariche in più solo a patto che siano a costo zero! va attuata la riforma degli emolumenti di tutto il Consiglio e Giunta, per potersi permettere tre posti in più. Noi come MoVimento 5 Stelle, una volta al governo, metteremo priorità a grandi risparmi sui costi e sugli sprechi della politica; solo dopo questa operazione si può valutare se aumentare il numero di persone: ma il costo complessivo deve essere inferiore a quello attuale.
E intanto in Commissione è andata in scena la solita finta polemica tra centrodestra e Pd, che dà lezioni di moralità, ma intanto non si è mai ridotto gli emolumenti (né in Regione, né in Parlamento), né ha mai rinunciato ai rimborsi elettorali. La lotta agli sprechi non si fa solo tagliando su incarichi e competenze inutili, ma, soprattutto, sugli stipendi da nababbi della politica, a cui né Toti né il Partito Democratico hanno mai rinunciato. Si fa tagliando la sede della Reggia di De Ferrari che ci costa 2 milioni di euro d’affitto all’anno, come peraltro aveva promesso Toti e mai messo in pratica.
Noi come MoVimento 5 Stelle, riducendoci lo stipendio, a fine legislatura accumuleremo un tesoretto di circa 1 milione di euro, restituendolo alla cittadinanza.
Toti e Partito Democratico facciano come noi. Solo allora potranno sventolare la bandiera dei tagli ai costi della politica e contribuire davvero, con il proprio esempio, a migliorare le istituzioni incancrenite nei loro stessi privilegi. Le chiacchiere e i teatrini stanno a zero”.

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