Psiche&logicamente

Ho letto "Terapia di coppia

per amanti” di Diego De Silva
Dal punto di vista di psicologa della coppia ne viene fuori una immagine di terapeuta di coppia fuori dagli schemi canonici, ma molto umano e calato in una dimensione di naturalezza della vita quotidiana. Mi viene da fare la riflessione che lo psicologo non deve esser visto come collocato sul suo trono dentro il castello del suo studio.
Il terapeuta della coppia è quella terza figura dentro l’insieme coppia che non decide, ma accompagna alla decisione, orienta nella declinazione di una scelta pregna di non chiarezza, smorzando però i toni di rabbia dettata dalla confusione mentale ed emotiva.
Lo psicologo non deve esser considerato come colui che leggendo nella mente vedrà i reconditi segreti e quindi se esiste un amante se ne accorgerà e vi farà confessare di esser colpevoli. Credo che se più persone riuscissero a rivolgersi ad un terzo elemento esperto e competente, ci sarebbe meno distruzione nelle relazioni interpersonali.
Amante, colui che ama che è mosso dall’amore. Amore come sentimento fantastico che accende di vita ma che può spegnere anche la luce dell’umana esistenza.
Con chi si può parlar dell’amante? Necessità di parlarne con qualcuno che non giudichi. Forse lo psicologo alla fine resta il miglior interlocutore.
A me la storia dell’amante quale figura squallida non piace per niente, sono fermamente convinta che si finisca nella soluzione della ricerca dell’amante come figura da sostituire ad un coniuge o ad un compagno quando c’è qualcosa che non va, ma che non si riesce a vedere, è difficile, è difficoltoso, richiede di togliersi la maschera che si indossa, richiede di cambiare stile di vita.
Amante spesso è anche il lavoro, che è più accettato socialmente come via di fuga da situazioni insostenibili e che fanno vivere molto male.
Amante non sempre è reale, è una persona, talvolta è immaginato, desiderato e ricercato negli occhi e nelle vite vissute degli altri come richiesta di aiuto per affrontare una situazione di disagio, che potrebbe portar ad un cambiamento.
L’attenzione sulla questione sessuale non mi sembra così sintomo di insolenza. Se la coppia non è più capace, o non lo è mai stata, di avere una intimità, un desiderio di incontro tra i corpi, ha sottovalutato l’importanza della comunicazione sessuale oltre a quella verbale , di sentimenti ed economica, non è di certo colpa dell’amante se poi ci si ritrova in storie così pregne di passione sessuale, che si pensava si fossero estinte con i dinosauri.
Se come esseri umani fossimo meno malvagi, se ci piacesse ridurre il tasso di morte che conserviamo dentro di noi come necessità di sopravvivenza, apprezzeremo di più l’amore in tutte le sue espressioni e saremmo meno vincolati alle presunte richieste sociali di facciata.
L’amore è permeato da contraddizioni naturali e esiti purtroppo talvolta tragici; se ci fosse più attenzione sull’unicità dell’amore non ci si nasconderebbe solo dietro le regole. L’amore presupporrebbe di avere un solo destinatario, ma molte volte per causa dell’amore si è costretti a ricambiare un sentimento di amore puro rivolto a se stessi, infelici e impantanati in situazioni che d’amore hanno ben poco. …” Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona ” …
Per ulteriori chiarimenti e scambio di pensieri ed emozioni: info@giovannaferro.it
 

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