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Il collaborazionista

Una parabola unica. Vita e sport intrecciati sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale e le sue derive. Ladesione al nazismo, la cupidigia di denaro e popolarità: protagonista di questa storia lontana e poco conosciuta è Alexandre Villaplane, stella del calcio transalpino negli anni trenta e quaranta del novecento.

Una data: 13 luglio 1930.

Quel giorno la nazionale di Francia, di cui Villaplane era capitano, aveva vinto la partita inaugurale del primo mondiale di calcio battendo 4-1 il Messico. Alexandre Villaplane, era un pied-noir, un francese nato in Algeria che era colonia francese dal 1830, nato a Constantine si trasferì in Francia all’età di sedici anni cominciando a giocare per il Séte. Nel 1927 passò allo Sporting Club Nimois con la promessa di un lavoro ben pagato, allepoca infatti il professionismo nel calcio non era permesso anche se soltanto due anni più tardi trovò una sua legittimazione. In nazionale fu il primo nordafricano a vestire la maglia blu.

Il 1930 fu per Villaplane lanno della consacrazione a partire dal 23 febbraio, data in cui vestì la fascia di capitano della nazionale. La Francia, in quelloccasione fu sconfitta 2-0 dal Portogallo, ma per il calciatore partecipare al mondiale come capitano della nazionale era la soddisfazione più grande. Una gratificazione che durò poco: soltanto 25 incontri ufficiali. Ricominciò dalle squadre di club: Lille, Nizza, Bordeaux, Antibes dove fu coinvolto in un episodio di combine. Il vizio di scommettere fu per lui una dannazione: nel 1935 finì in carcere per uno scandalo legato alle corse dei cavalli.

Dopo il suo rilascio nel 1940 fu contattato da Henri Chamberlin, capo della Carlingue, la Gestapo francese. Villaplane, Chamberlin e altri strumentalizzarono loccupazione nazista della città per arricchirsi. Nel febbraio 1944, su proposta di Chamberlin e del nazionalista algerino Mohamed el-Maadi approvata dalle autorité tedesche, viene fondata la Brigade Nord-Africain, uno squadrone che aveva il suo serbatoio di reclutamento nella popolazione immigrata. Villaplane fu nominato sottotenente delle SS rendendosi artefice di ogni tipo di nefandezza perpetrata ai danni della popolazione parigina. Quando capì che per i nazisti la sorte era segnata cercò un’uscita di sicurezza proclamando di aver rischiato la vita per salvare decine di persone e chiedeva ingenti somme di denaro per garantire la propria protezione.

Fu catturato nell’agosto 1944 dalla resistenza parigina e processato dal Tribunale della Senna a dicembre. Fu provata la sua colpevolezza di almeno dieci omicidi, oltre che di alto tradimento e cospirazione con il nemico. Fu fucilato a Fort de Montrouge il giorno di Santo Stefano.

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