Il prossimo 13 maggio, alle ore 16.30, al teatro Chiabrera, verrà presentato il volume scritto da Giuseppe Milazzo e dedicato alla figura di Cristoforo Astengo, il Martire della Resistenza fucilato al Forte della Madonna degli Angeli all’alba del 27 dicembre 1943. Alla presentazione del libro, intitolato “Cristoforo Astengo. Le lotte politiche e l’impegno antifascista”, pubblicato a cura dell’I.S.R.E.C. di Savona, parteciperanno il Sindaco di Savona Federico Berruti, l’ex magistrato Mario Almerighi, Presidente dell’Associazione Sandro Pertini Presidente, il Vicepresidente della Federazione Italiana Associazioni Partigiane Ferruccio Parri e la dott.ssa Chiara Colombini, ricercatrice dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per il 120° anniversario della nascita di Sandro Pertini, che culmineranno a settembre con la visita a Stella del Presidente della Repubblica Mattarella. Tra coloro che presenteranno il libro va segnalata la presenza di Mario Almerighi, ex Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, grande amico di Giovanni Falcone e di Giangiacomo Ciaccio Montalto: si tratta di colui che, come “Pretore d’assalto”, negli anni Settanta fece venire alla luce lo scandalo dei petroli, coinvolgente molti partiti politici di allora; a metà anni Ottanta, poi, da magistrato, si occupò della morte di Roberto Calvi, dimostrando che era stato ucciso e non si era suicidato. Ferruccio Parri, invece, è il nipote del noto statista, che fu uno dei migliori amici di Cristoforo Astengo. Fu quest’ultimo che “indirizzò” Pertini a Milano, nel 1926, per aiutare Parri e Rosselli ad organizzare la fuga di Turati, di cui quest’anno ricorre il novantesimo anniversario.
La figura di Cristoforo Astengo fu centrale nella formazione politica di Sandro Pertini: il futuro Presidente della Repubblica visse nella casa degli Astengo a partire dall’età dei sedici anni e fu fortemente influenzato dalla personalità di Cristofìn Astengo: fu proprio quest’ultimo che lo accostò alle idee del socialismo, facendolo allontanare dal Partito Liberale (cui, fino ad allora, Pertini aveva appartenuto) e gli presentò alcuni suoi amici che avrebbero segnato in modo profondo la sua esistenza, come Ferruccio Parri, Carlo Rosselli ed Ernesto Rossi. In certo qual modo, Cristoforo Astengo fu dunque il “maestro politico” di Sandro Pertini e fu a lui legatissimo, tanto che il futuro Presidente arrivò a definirlo il suo “fratello d’elezione”.
La figura di Cristoforo Astengo, la sua morte eroica, ci rimandano ad un mondo di valori, di ideali e di integrità morale di cui, oggi più che mai, sentiamo purtroppo la mancanza.
Di seguito, si riportano in breve le notizie più significative relative alla vita di questo grande protagonista della prima metà del Novecento savonese: una figura che, per l’alto senso morale che lo caratterizzò per tutta la sua esistenza, costituisce tutt’oggi, per tutti noi, un imprescindibile modello ed un punto di riferimento.
Cristoforo Astengo (soprannominato Cristofìn) appartenente alla nota e affermata famiglia savonese che aveva fondato a Savona nel 1794 un celebre e rinomato pastificio, nacque a Savona il 17 novembre 1885, figlio di Agostino Astengo e Antonietta Delle Piane.
Scapolo per tutta la vita, Cristoforo Astengo crebbe interessandosi di politica fin da giovanissimo; fratello di suo padre fu, infatti l’avv. Giuseppe Astengo, che fu Deputato in Parlamento e Sindaco di Savona: la figura del celebre zio, liberale giolittiano, rappresentò per lui un modello, cui si ispirò agli inizi della sua attività politica.
Dopo aver frequentato il ginnasio e i primi due anni del liceo presso il Collegio Italiano della Visitazione del Principato di Monaco, Cristoforo Astengo conseguì la licenza liceale ad Alba, avendo frequentato il terzo anno di liceo presso il Collegio San Tommaso di Cuneo.
Tra il 1905 ed il 1906 Cristofìn Astengo fece il soldato nel 16° Reggimento di Fanteria della Brigata Savona con sede a Gaeta, congedandosi col grado di sergente.
Il 13 luglio 1907 si laureò in giurisprudenza, iniziando quindi ad esercitare la professione di avvocato, presso lo studio dello zio, in piazza della Maddalena.
In occasione delle elezioni amministrative provinciali celebratesi il 28 giugno 1914, fu eletto consigliere provinciale, figurando nelle liste dell’associazione liberale cittadina.
L’8 novembre 1914 fu nominato Sottotenente di complemento nel 41° Reggimento di Fanteria di stanza a Savona. Con l’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, Astengo fu inviato in zona di guerra, operando al fronte come comandante di plotone in reparti in prima linea. In virtù di ciò, fu promosso al grado di Tenente e poi di Capitano di fanteria, ottenendo successivamente due medaglie d’argento al valor militare, una croce al merito di guerra e il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia nonché una medaglia d’oro conferitagli dal Principe di Serbia e una medaglia d’oro al merito coloniale.
Ammalatosi per causa di servizio mentre si trovava nelle trincee di Asiago, fu inviato all’Ospedale Militare nell’ottobre del 1918, a pochi giorni dalla fine della guerra.
Rientrato a Savona, nel 1919 Astengo fu tra i fondatori della sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Combattenti, costituita il 2 marzo di quell’anno, divenendone segretario generale; partecipò poi, quale delegato di Savona e rappresentante cittadino del Comitato Regionale Ligure, insieme a Nicolò Alberto Gavotti, al congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Combattenti che si svolse a Roma tra il 22 ed il 27 giugno.
Il 17 aprile 1919, insieme ad altri Savonesi, partecipò alla costituzione del Fascio di Difesa Nazionale, entrando a far parte del Comitato Esecutivo provvisorio di tale organizzazione politica. Si dimise da consigliere provinciale dopo le elezioni politiche del 1919.
In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale del 31 ottobre 1920 fu candidato nelle liste dell’Unione Democratica Sociale alla carica di consigliere comunale e provinciale, ma non fu eletto. Qualche mese dopo, il 18 aprile del 1921, in vista delle elezioni del 15 maggio di quell’anno, fu nominato segretario generale del Direttorio della Giunta Esecutiva del Blocco Nazionale.
Il 7 luglio 1921 Astengo divenne Presidente della sezione di Savona dell’Associazione Nazionale Combattenti, carica che tenne fino al 14 ottobre del 1922 e che egli ricoprì con profonda passione, fedele agli ideali risorgimentali in cui profondamente credeva. Fu proprio a partire dal luglio del 1921 – un periodo che fu caratterizzato dagli aperti e duri scontri con Amilcare Dupanloup, suo rivale nell’Associazione Nazionale Combattenti cittadina – che Astengo si attestò in modo netto e deciso quale fiero e convinto antifascista.
All’indomani del delitto Matteotti, nell’agosto del 1924, Astengo aderì al movimento Italia Libera, avversario dell’ideologia fascista, ed entrò a far parte del Comitato Provinciale delle Opposizioni, costituito da un gruppo di ex combattenti, da membri del P.P.I., del P.R.I., del P.S.I., del P.S.U., dell’Unione Democratica. Nella notte tra il 5 ed il 6 novembre del 1925 lo studio di avvocato di Astengo, in piazza della Maddalena n. 38 interno 1 (l’odierno civico n. 14) fu saccheggiato e distrutto dai fascisti, insieme a quello di altri oppositori del Regime di Mussolini.
Amico di Ferruccio Parri (che aveva conosciuto durante la Grande Guerra frequentando il corso pratico di servizio di Stato Maggiore per Ufficiali di complemento), così come di Sandro Pertini (che guidò nelle sue prime scelte politiche, influenzandolo enormemente), Astengo aderì in seguito a Giustizia e Libertà, venendo schedato come “sovversivo” dalla Regia Questura di Savona a partire dal 1933.
Il 1° marzo 1935 fu promosso al grado di Maggiore di fanteria di complemento per titoli di anzianità.
Il 25 settembre 1939 fu aggredito a pugni e calci dai fratelli fascisti Ugo e Giorgio Noceti mentre si trovava al Caffè Chianale: a causa di ciò, fu sottoposto ad inchiesta formale e, il 17 aprile 1940, fu degradato a soldato semplice, non avendo voluto rispondere alla violenta provocazione subita (l’infamante Regio Decreto che ufficializzò tale decisione sarebbe stato ufficialmente revocato solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il 25 gennaio 1946, due anni dopo la tragica scomparsa di Cristoforo Astengo).
Nel 1942 Astengo costituì a Savona il Partito d’Azione, di cui divenne il principale dirigente, e diede vita alla sezione savonese del Comitato d’Azione Antifascista, agente a livello clandestino, a cui aderirono, oltre allo stesso Astengo, i membri più in vista del P.R.I., del P.C.I., del P.S.I.U.P. e della D.C.
Il 27 luglio 1943, all’indomani della caduta di Mussolini, nel corso di una storica manifestazione antifascista, parlò ai Savonesi riuniti in piazza Mameli insieme all’avv. Alberto Campanile e a Pierino Molinari. Il successivo 1° settembre, poi, Astengo fu nominato Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti di Savona.
Dopo l’8 settembre del 1943 Cristofìn Astengo contribuì alla costituzione delle prime formazioni partigiane azioniste di Giustizia e Libertà, recandosi anche personalmente a dare ordini e direttive ai giovani “ribelli” nascosti sulle colline intorno a Dego.
La sera del 25 ottobre, rientrando a Savona dal convegno svoltosi il giorno prima alla Trattoria della Croce Rossa di Valcasotto, Astengo fu arrestato all’esterno della stazione ferroviaria cittadina; fu rinchiuso per una settimana nella prigione savonese di Sant’Agostino e, il 4 novembre successivo, fu trasferito nel carcere genovese di Marassi, a disposizione dei Tedeschi. Venne interrogato alla Casa dello Studente, ma non rivelò alcunché. Riportato a Savona il giorno di Natale, fu fucilato dai fascisti il 27 dicembre 1943, alle sette del mattino, nel Forte della Madonna degli Angeli, sulle alture di Savona. Insieme al cinquantottenne Astengo furono giustiziati l’avv. Renato Vuillermin, il tracciatore meccanico Francesco Calcagno, il falegname Carlo Rebagliati, l’operaio ebanista Arturo Giacosa e i due soldati Aurelio Bolognesi e Aniello Savarese.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, in virtù di una delibera del 2 luglio 1945, con una decisione dal grandissimo significato simbolico, fu intitolata a Cristoforo Astengo la strada, tra piazza Sisto IV e piazza del Popolo, che, dal 20 marzo 1867 al 31 agosto del 1938, aveva avuto il nome di via Pertinace e che, a partire da quest’ultima data aveva poi assunto il nome di via Martiri Fascisti, così denominata in onore di Ettore Ghelardi e Andrea Prefumo: la stessa strada dove si trovava, all’angolo con corso Principe Amedeo, il Caffè Chianale, luogo abituale di ritrovo delle Camicie Nere e dei nazionalisti, e dove, a partire dal Ferragosto del 1920, aveva avuto la sua prima sede il Fascio di Combattimento di Savona.
Il 17 gennaio 1957 fu concessa a Cristoforo Astengo la medaglia d’argento al valor militare alla memoria.
Giuseppe Milazzo






